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RS, 07/10/2016

Evviva l’equilibrio economico, ma a Saputo venga detta la verità

La premessa è la solita: i risultati d’estate lasciano il tempo che trovano, non devi illuderti se vinci e non devi piangerti addosso se perdi. Anche in estate, però, dentro le partite devi andarci, e Bologna-Colonia ha messo in evidenza quello che già si sapeva, e cioè che il Bologna è come una pasta scondita, cucinata bene e cotta al punto giusto ma pur sempre scondita, e se non gli aggiungi il sugo giusto ecco che rischia di andarti di traverso. Nel senso che a questo organico devi aggiungere almeno tre-quattro giocatori di qualità per poter vivere un campionato senza troppe ansie, perché al di là dei faciloni e di quelli che vivono compiacendosi, il Bologna di oggi è tra le quattro-cinque squadre che più rischiano di andare giù.
Leggo che bisogna aspettare Destro. È semplicistico. Certo Destro manca e prima o poi ci sarà, ma al di là di Destro servono anche un difensore più forte di quelli che abbiamo, di sicuro una mezzala con più qualità di quelle che abbiamo, e un giocatore d’attacco forte e affidabile, non che faccia numero, perché in questo Bologna i giocatori che fanno numero già ci sono. È evidente che in caso di cambio di sistema servirebbe una seconda punta, mentre in caso di 4-2-3-1 servirebbe un trequartista capace di essere continuo e di fare la differenza.
Ho letto quello che ha detto Donadoni, il Bologna lo ringrazi per come sa essere sempre composto ed equilibrato. Donadoni ha detto: “Ci sono il tempo e lo spazio per intervenire. Spesso le cose sul mercato si risolvono negli ultimi giorni, ma nella circostanza spero che non succeda questo e che le cose si risolvano prima”. La traduzione è la seguente: “Spero che arrivino il prima possibile alcuni acquisti importanti”. Mi scuso con Donadoni se provo a leggergli nel pensiero, ma non penso di essere andato tanto lontano. Da bravo tecnico qual è, ha sicuramente capito quanti e quali rinforzi gli occorrono per migliorare questo Bologna.
Mi immagino che ora qualcuno dirà che sono troppo pessimista e che non ho fiducia, di contro io penso di essere molto realista e anche molto più costruttivo di chi ora nasconde la realtà, o per partito preso o per comodità, perché è chiaro che più sei allineato e più sei amato e benvoluto. Ho una speranza, quella che gli uomini chiamati a far calcio nel Bologna dicano a Saputo come stanno davvero le cose, prima che un giorno il chairman si svegli e chieda il perché di eventuali rovesci del Bologna. Mi riferisco a Bigon e soprattutto a Di Vaio, che Saputo ha messo nel Bologna a fare da garante e che da cittadino di Bologna ha una responsabilità in più nei confronti della gente. Tra l’altro, a quanto si è visto, Di Vaio è anche molto ascoltato da Saputo. E allora Bigon e Di Vaio, magari attraverso Fenucci, che non è uomo di campo ma è il capo della dirigenza, gli dicano che questa squadra zoppica, che ha bisogno di tre rinforzi per non rischiare di retrocedere, perché gli investimenti sulle infrastrutture hanno un senso soltanto se si rimane in A.
Domani si rigioca, e ancora una volta non conterà il risultato, poi però ci sarà da giocare la partita di Coppa Italia e soprattutto la partita del mercato: il Bologna non dovrà sbagliare né l’una né l’altra. Anche se la seconda è di sicuro più pericolosa, perché se sbagli la prima puoi uscire dalla coppa, se sbagli la seconda sei costretto a vivere di rincorsa un intero campionato. Dico la verità, ho molta fiducia in Donadoni e nel suo gruppo di lavoro. Ad oggi, per quello che sento e che vedo, confido soprattutto in loro, ma il tecnico va messo nelle condizioni di fare bene e non di dover fare un’impresa. Ecco perché Saputo deve conoscere quella che è la realtà, nonostante ad oggi sia condita di rischi, perché un conto è buttare via soldi e un conto è costruire con equilibrio economico una squadra che possa attraversare una stagione in modo sereno. Per fare calcio non servono i bei discorsi, saper parlare bene e magari essere anche convincenti, basta un po’ di competenza.

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