Rassegna stampa 07/03/2018

Gasperini era già del Bologna, poi l’addio di Lopez fece saltare tutto

Gian Piero Gasperini al Bologna era solo una questione di tempo, quello che serviva per tornare in Serie A. È successo tutto due anni fa, Pantaleo Corvino aveva parlato un paio di volte con l’allora allenatore del Genoa, in pratica c’era già l’accordo a parole, il nero su bianco sarebbe stato messo una volta raggiunta la promozione. Ecco il motivo per il quale Corvino temporeggiava sul destino di Lopez, nonostante i tanti risultati dispari. Il responsabile dell’area tecnica di quei tempi sapeva che cambiando l’allenatore avrebbe rischiato anche di far saltare l’arrivo di Gasperini a Casteldebole, di conseguenza sperava di chiudere il campionato con quell’allenatore, di essere promosso ugualmente per poi poterlo cambiare.
Sì, anche nel caso in cui il Bologna avesse raggiunto la Serie A, Corvino non avrebbe confermato Lopez. Su un paio di quotidiani uscì la voglia del ds salentino di portare sotto le due torri Gasperini, ma è evidente che in quei giorni nessuno confermò la notizia. Già il fatto che non venne smentita era indicativo. Gasperini saltò quando il Bologna si vincolò a Delio Rossi, come Corvino temeva. Perché in caso di promozione il rinnovo di contratto era automatico, in caso di permanenza tra i cadetti Gasperini avrebbe detto no, preferendo restare da Preziosi che già stava lavorando per confermarlo. Non a caso le grandi manovre per l’allungamento del contratto al Genoa cominciarono proprio nei giorni dell’arrivo a Casteldebole di Delio Rossi, anche se le firma sul contratto Gasperini la mise tra il 7 e l’8 giugno.
Ma questo non è l’unico retroscena, perché una volta perso Gasperini, Corvino andò su Sarri, come anticipammo a quei tempi. Sarri non aveva ancora ricevuto nè l’offerta del Milan né l’offerta del Napoli, e avrebbe accettato anche il Bologna in Serie B, considerata l’importanza della proprietà e quello che era il progetto di Saputo. Con la promozione del Bologna in Serie A, chiaramente la permanenza di Delio Rossi divenne scontata, e così dopo l’addio a Gasperini arrivò anche quello nei confronti di Sarri. Al quale poi cominciarono ad andare sotto prima il Milan e poi il Napoli. Nonostante Corsi dell’Empoli fosse pronto a fargli ponti d’oro, Sarri aveva già deciso di lasciare la Toscana, indipendentemente dalle offerte che gli giunsero.
Ora Gasperini arriva a Bologna da eroe, dopo gli ultimi clamorosi risultati. Che sia un allenatore di valore lo dimostrano i numeri del suo passato, ma la sua presenza è anche la dimostrazione di come il calcio sia volubile. Perché dopo la sconfitta interna dell’Atalanta contro il Palermo, qualcuno da Bergamo invitò Pioli a seguire l’Atalanta. La domenica dopo Gasperini giocava in campo neutro a Pescara contro il Crotone, e se il destino è cambiato è anche per merito suo. Perché proprio da quel giorno buttò nella mischia i giovani, lasciando qualche senatore a guardare la partita dalla panchina. E lì è stata la svolta. L’Atalanta vinse 3 a 1, poi la domenica dopo battè il Napoli a Bergamo. La grande corsa poteva cominciare. Gasperini era passato dalla graticola al trono nel giro di una settimana. Questa è la dimostrazione come nel calcio avere pazienza da parte di una società è importante. L’Atalanta l’ha avuta, ed è stata ripagata.

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