Il Bologna convince, la curva Bulgarelli risponde presente

Il tifoso è giusto che sogni, all’equilibrio ci pensa Donadoni

Chi dice che il Bologna di oggi è più forte o meno forte del Bologna di ieri tira a indovinare, non può saperlo, come non può sapere se Krejci diventerà più forte di Giaccherini e Nagy diventerà più forte di Diawara, sarà il tempo a dirlo. Come d’altra parte ha garantito Riccardo Bigon dando appuntamento attorno a marzo, quando capiremo quanto la società si è mossa bene sul mercato. Di sicuro il d.s. ha fatto scelte futuribili che già nel presente sono sufficientemente affidabili, come hanno dimostrato le prime tre partite di campionato. Sì, anche nel primo tempo di Torino, al di là dei due sciagurati errori di Oikonomou. Facciamo festa per i sei punti in classifica, poi è evidente che queste due vittorie andranno lette nel modo giusto, e di sicuro Donadoni nel modo giusto le ha lette, perché il tifoso può anche permettersi di gonfiare il petto e di vedere solo luci nel futuro, ma un tecnico è sempre più analitico e capisce dove la squadra ha fatto bene e dove ha sbagliato. Al di là di quello che è stato il risultato.
Quando la squadra vince di solito il tifoso ritiene che sia fortissima, per poi cambiare idea quando perde: non è così, in una vittoria puoi trovare tante note dispari e in una sconfitta puoi trovare più di una nota positiva. Soprattutto quando hai una rosa fatta di molti giovani, che di solito e da sempre sono più discontinui dei giocatori esperti. Ecco il motivo per il quale un allenatore è più equilibrato e più realista nei giudizi rispetto ad un tifoso, che inevitabilmente si fa travolgere dall’onda emotiva della vittoria o della sconfitta. Tra l’altro quando hai tanti giovani devi avere pazienza, e non solo perché quando li aspetti ti possono sfuggire e quando non te li aspetti ti regalano una grande domenica, ma perché hanno bisogno di tempo per essere del tutto affidabili. Hanno bisogno anche di sbagliare, nel loro percorso di crescita. Di sicuro questo è un Bologna che può avere un domani, l’importante è che a questo gruppo non vengano date troppe responsabilità, che non lo si travolga con troppe pressioni, perché quando un ragazzo si ritrova questi pesanti concetti nella testa finisce per rendere meno di quello che potrebbe.
Fin qua la squadra ha vinto le due partite che doveva vincere, nel senso che erano alla sua portata, poi siamo convinti che ad oggi il Torino sia più forte, ma il Bologna del primo tempo avrebbe potuto dire la sua anche contro quel Torino, se dietro non avesse commesso errori che non sono da squadra di Serie A. Ora si va al San Paolo: è chiaro che partite perse in partenza non ce ne sono, ma è inutile illudersi, per giocartela contro questo Napoli che crea sempre gioco devi essere perfetto. E devi segnare almeno un gol per sperare di fare risultato, perché vista la mole di gioco prodotta è consigliabile credere che gli uomini di Sarri prima o poi un modo per segnare lo troveranno. Non sono queste le partite che possono dare al Bologna la sicurezza della salvezza, ma sono queste le partite che possono dargli la convinzione di poter rendere la vita complicata anche alle squadre da scudetto, e soprattutto che possono farti crescere. Dire che il risultato non conta sarebbe sbagliato, ma a Napoli di sicuro sarà più importante la prestazione, perché la partita si può anche perdere ma per niente al mondo devi sbagliare la prestazione. E per prestazione s’intende l’atteggiamento e lo spirito con cui il Bologna dovrà giocare.
Da qui alla sosta mancano quattro partite, dopo il Napoli ci saranno il match interno contro la Sampdoria, la trasferta di Milano contro l’Inter e il Genoa al Dall’Ara. Ecco, questo poker di sfide ci dirà a che punto del suo percorso è la squadra. Già il fatto che attorno ai rossoblù ci sia fiducia è positivo, così come sono positivi i sei punti in classifica. Lo scorso anno la guardavi e ti disperavi, ora la guardi e puoi concederti un sorriso. Questa classifica va vissuta nel modo giusto, con realismo: se il Bologna saprà viverla con questi concetti nella testa potrà crescere bene, perché solo così le vittorie hanno un significato anche in vista del domani.

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