Fenucci:

Non è vero che siamo l’uno contro l’altro, alla fine Claudio mi dà sempre ragione

Mi sono fatto raccontare per filo e per segno la lunghissima esternazione di Claudio Fenucci e alla fine ho capito che Claudio mi vuole bene. E mi segue. Ad esempio, ho scritto due mesi fa che il Bologna e il Verona avrebbero fatto affari. È vero che hanno aspettato l’ultimo giorno per Helander e gli ultimissimi minuti per Viviani, ma alla fine è stato fatto bingo. Forse è un discorso che avevano avviato addirittura nel giorno in cui Fenucci e Setti si erano incontrati per chiudere Bigon. Claudio mi ha fatto tremare ma alla fine mi ha dato ragione.
Poi su Balotelli. Non mi è piaciuto quando ha parlato di farsa, lui sa bene che non dovrebbe usare questo vocabolo alla luce di quello che è successo, anche perché Balotelli lo voleva il suo proprietario, ma qualcosa devo concedergli affinché possa convincere la gente che quello che dice lui è il Vangelo. Tra una mezza accusa e una mezza verità, ha anche detto che forse Bigon ha parlato con Raiola per altri giocatori e che poi i due sono finiti anche su Balotelli. Questa volta ci ha dato un buco, tanto per usare un termine giornalistico. Noi pensavamo che Bigon avesse chiamato due o tre volte Raiola per Super Mario, come lo stesso Raiola ci ha fatto capire (sì, perché io Raiola l’ho anche chiamato), invece no, Bigon chiedeva informazioni su Matuidi, Pogba e Ibrahimovic, essendo questi i suoi assistiti, considerato che Viviani è di Pocetta, Cerci di Pastorello ed Helander di un agente svedese.
Arriviamo a Donadoni. Lo avevamo anticipato che Fenucci avrebbe regalato tante responsabilità per quanto riguarda la squadra e anche su questo Claudio oggi mi ha teso la mano. Perché dicendo quanto segue, «abbiamo consegnato a Donadoni una squadra più forte dello scorso anno, più completa e con tanti giovani di qualità, ora il tecnico dovrà fare un grande lavoro per metterli insieme», all’atto pratico ha fatto capire ai tifosi del Bologna che le responsabilità sarebbero tutte dell’allenatore se le cose non andassero bene.
Secondo me non gli ha dato una squadra rafforzata e non gli ha dato neanche i giocatori che voleva, non fosse altro nelle ultime settimane Donadoni chiedeva uomini di esperienza ma al di là di Torosidis gli sono stati dati tre prospetti, ma questo è un altro discorso. Tanto Donadoni non è né Mancini né il vecchio Ulivieri, che possono battere un pugno sul tavolo o lanciare qualche pensiero sibillino, da signore e da uomo azienda quale è, non direbbe mai che avrebbe preferito Pinilla e Paletta a Sadiq ed Helander. Forse anche perché Donadoni si è reso conto che Claudio è talmente convincente nelle sue argomentazioni che fa passare una sua verità come la verità assoluta, con tutti quei portavoce ufficiali e ufficiosi che quotidianamente si abbeverano alla sua fonte.
Per fare in modo che continui a volermi bene e di conseguenza metta in pratica quello che dico e scrivo, mi metterò al lavoro da subito per capire quelle che saranno le sue prossime mosse. Perché possiamo sembrare cane e gatto, ma neanche io voglio deluderlo. E ora Claudio, per favore, non mandarmi i tuoi soliti sms di stima, tanto lo so che hai gradito tantissimo il mio pezzo.

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