Per Marassi tornano De Maio e Donsah, non ce la fa Dzemaili

Quando oltre a parlare è importante anche razzolare bene

Oliver Arthur, agente di Godfred Donsah, è arrivato in Italia con l’intento di piazzare il suo assistito lontano da Bologna. Queste le sue dichiarazioni di ieri: «Confermo l’interesse della Roma, il club ne ha parlato coi miei partner italiani ma non c’è nulla di definito, ne stiamo ancora parlando. Il Bologna vuole trattenerlo, quindi bisogna aspettare. Anche il Torino rimane interessato ma al momento mi sembra una pista difficilmente percorribile».
Voglio credere alle parole di Riccardo Bigon, che con fermezza ha dichiarato che il ragazzo è incedibile. Aggiungendo che non si potrebbe più parlare di progetto se a gennaio venisse ceduto un classe 1996. Esponendosi così, il responsabile dell’area tecnica ha evidenziato quelli che sono e devono essere i programmi dei rossoblù. Parlare in un modo e poi razzolare in un altro sarebbe gravissimo. Certo, rimane strano che il procuratore venga in Italia per trattare il discorso Donsah con la Roma, forse il Bologna avrebbe anche potuto consigliarlo di restarsene a casa, considerato che la volontà è quella di trattenere il giocatore sotto le Due Torri.
Certi pensieri pubblici di Arthur sembrano quasi evidenziare una debolezza del Bologna, perché una società forte che ha le idee chiare e che vuole costruire un futuro importante non può consentire a nessuno di trattare un club come fosse l’ultima ruota del carro, e al quale si può sottrarre un talento di 20 anni addirittura a gennaio. Tra l’altro, il procuratore italiano di Donsah è quello che per amicizia nei confronti del Bologna ha fatto da intermediario nella trattativa con il Napoli per Amadou Diawara. Bell’amico uno che va a offrire Donsah a destra e sinistra. Chiedete a Gianluca Petrachi del Torino, se pensate che stiamo dicendo una falsità.

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