RS, 28/03/2017

Questo mercato ha un senso se sarà chiuso bene, anche la società si gioca tanto

Solo uno che parla o scrive per partito preso, per compiacenza, per comodità o per barattare qualche notizia, può nascondere i limiti del Bologna di oggi. A cui mancano come minimo tre titolari per poter disputare un campionato sufficientemente tranquillo. Ora, che la società dica che va tutto bene così è anche legittimo, l’importante è che parli in un modo e razzoli in un altro, nel senso che qualche operazione di mercato in entrata andrà per forza fatta, perché il Bologna al momento è tra le cinque squadre che corrono il rischio di andare giù. Lo sa bene Donadoni, lo sa Bigon, lo sa anche Fenucci, che al di là dei pezzi che qualche volta “detta” e altre volte è come se addirittura li firmasse, è un uomo di conti, certo, ma anche un uomo che è nel calcio da trent’anni.
Uno può dire: ma se non ci sono soldi, cosa si può fare? Io penso che i soldi, almeno quelli che servono per rafforzare la squadra, da qui alla fine del mercato usciranno fuori. Certo è che se così non fosse, qualcosa fin qua sarebbe stato sbagliato, perché sono arrivati giocatori che possono anche avere un futuro quando di contro la priorità sarebbe stata portare giocatori pronti da subito. Perché se al mercato fatto finora aggiungi affidabilità e qualità è un conto, ma se non la aggiungi sono operazioni che ci si poteva anche risparmiare. Ma attenzione, non perché Nagy, Krejčí, Verdi e Di Francesco non sono ragazzi di prospettiva, ma perché prima di mettere le candeline devi comprare la torta, e la torta ancora non è stata comprata.
Il Bologna che ho visto contro lo Schalke 04 è su per giù lo stesso Bologna che ho ammirato due giorni prima contro il Colonia. È vero che nel secondo tempo è stato più costruttivo, ma se vai a leggere dentro la partita ti accorgi di quelle che sono le carenze dell’organico attuale: sugli esterni sei vulnerabile, quando ti attaccano fai fatica sia in mezzo che dietro, e davanti vivi su un episodio e su una giocata. Senza dimenticare una cosa importante. Per certi versi è facile giocare contro squadre che ti sono superiori, soprattutto di questi tempi quando i ritmi sono lenti e di conseguenza il gioco è sufficientemente leggibile, perché ti metti addosso agli altri e riparti. Più difficile è quando devi costruire gioco, anche se hai di fronte avversari che sulla carta ti sono inferiori, e il match contro il Terek Grozny è indicativo. In tal senso saranno molto complicate le gare contro la vincente di Trapani-Seregno in Coppa Italia, se passasse il Trapani, e quelle interne contro Crotone e Cagliari in campionato, quando il Bologna sarà chiamato a fare la partita.
Insomma, ad oggi questo è un Bologna inadeguato per non correre rischi di retrocessione, ma da qui alla fine del mercato anche il Bologna inteso come società dovrà dimostrare di essere all’altezza. Sia nel caso in cui Saputo allentasse almeno in parte i cordoni della borsa, sia soprattutto nel caso in cui decidesse di non farlo. Perché chi ha competenza sa fare calcio anche con pochi soldi, e il Chievo è l’esempio. Arriverà Džemaili e andrà via Diawara, anche se non sappiamo ancora dove, certo è che da qui al 31 di agosto questa squadra dovrà diventare più forte: è giusto per la gente ed è giusto per Donadoni, che per i rossoblù ha voltato le spalle ad un probabile ritorno in Nazionale. L’ho già detto, a Saputo non si può chiedere la luna, fin qua ha già tirato fuori quasi 80 milioni di euro, ma seppur con grande equilibrio il Bologna dovrà fare mercato, magari evitando qualche spesa di troppo su altri aspetti che di sicuro sono secondari.
Prima di chiudere, consentitemi di fare un elogio per una previsione che avevo fatto: come volevasi dimostrare, Luca Bergamini è diventato il supervisore del settore giovanile dopo l’addio di Pantaleo Corvino, se ricordate lo avevamo anticipato: questo è uno dei motivi per i quali Corvino è stato messo nelle condizioni di andare via. Alle prossime puntate. Più che un programma rischia di diventare una telenovela, se a lieto fine o imbarazzante lo scopriremo strada facendo.

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Foto: bolognafc.it