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Con Bigon il Bologna ha scelto la strada della continuità

Ha ragione Bigon, non è ancora tempo di esaltarsi. Piano con l’Europa, pensiamo a battere il Cagliari

Sto tutta la vita con Riccardo Bigon, che ha riportato un po’ di equilibrio e buon senso in un mondo Bologna che vive troppo sull’onda dei risultati. La squadra non vince e vale poco più di quelle in lotta per non retrocedere, la squadre vince e di colpo è da Europa. Ha ragione allora il d.s. quando dice che al 20’ del secondo tempo di Verona il Bologna si stava avviando a vivere la quinta sconfitta di fila, e adesso è un po’ esagerato esaltarsi ed esaltare oltremodo un gruppo che senza dubbio è cresciuto ma non si sa ancora quanto. Di Europa molto probabilmente, se non sicuramente, non potremo parlare mai, almeno per questa stagione, perché non è pensabile che il Bologna possa arrivare davanti a Milan e Fiorentina, nonostante le difficoltà che rossoneri e viola stanno vivendo. Ecco, già sarebbe importante chiudere davanti ad Atalanta e Chievo, questo vorrebbe dire essere rimasti sui livelli attuali in termini di prestazioni e risultati.
A fine 2017 potremo avere indicazioni più precise su come sarà il girone di ritorno, ciò significa che queste ultime partite dell’anno saranno una sorta di esame. A cominciare da quella di domenica al Dall’Ara contro il Cagliari: dico la verità, ero più tranquillo prima della Samp, preferendo affrontare una formazione sazia che una avvelenata come lo sarà quella dell’ex Lopez dopo l’eliminazione in Coppa Italia per mano del Pordenone. Certo è che fra tre giorni dipenderà tutto dal Bologna, che dovrà capire quante trappole racchiude questa sfida, anche perché fin qui ha sempre sbagliato il giorno della svolta, o meglio, del salto di qualità. I rossoblù sono più forti di Dessena e compagni, in mezzo al campo e in attacco hanno forza, corsa e qualità, ma solo quando sono intensi, aggressivi e non consentono troppo agli avversari di pensare, riescono a fare bottino pieno.
Il Cagliari è notevolmente inferiore alla Sampdoria, ma state sicuri che sarà più difficile da battere rispetto alla truppa di Giampaolo. Ecco il motivo per cui il Bologna dovrà stare con la testa dentro al campo per tutti i novanta minuti, evidenziando di essere cresciuto anche a livello mentale. A volte abbiamo sottolineato come nel club ci siano pochi sorrisi, per quelli che sono i caratteri introversi di Bigon e Donadoni, ma in momenti come questi può essere pericoloso sorridere troppo, ed è più costruttivo dispensare equilibrio e buonsenso. Come ha fatto Bigon in televisione a inizio settimana, tenendo ben presente quello che sarebbe accaduto in caso di sconfitta al Bentegodi. Chi parla di Europa adesso non vive di realtà, e non aiuta i rossoblù nella loro rincorsa a questo benedetto salto di qualità che per il momento non è arrivato. Un notevole passo in avanti che non darebbe il sesto o il settimo posto, perché il Bologna non ha ancora lo spessore per stare così in alto, ma già poter chiudere al decimo posto sarebbe un grande risultato.

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