Amadou Diawara in Bologna-Roma

Saputo garanzia per tanti anni ma i colpi di mercato arriveranno col tempo

Joey Saputo non ci sarà la sera di Bologna-Milan. A meno che nelle ore precedenti riesca a liberarsi da impegni già presi, il chairman dovrebbe arrivare in Italia dopo l’ultima partita di campionato a Verona contro il Chievo. Nei suoi programmi c’è la permanenza sotto le due torri per due-tre giorni, poi con tutto lo staff tecnico e Di Vaio rientrerà a Montreal. A quel punto sarà già al lavoro il nuovo direttore sportivo, la cui scelta sarà fatta nel giro di una settimana. Si giocano il dopo Corvino, Bigon, che per il momento è ancora davanti a tutti, Sabatini e Ausilio, anche se Fenucci continua a sostenere la causa del direttore sportivo della Roma, che di sicuro tra i tre è quello di maggiore spessore.
Dopo la partita di Empoli, Fenucci e Di Vaio parleranno con Saputo e insieme prenderanno una decisione, che ora come ora conduce, appunto, a Bigon. Perché è ritenuto il profilo più giusto e perché è il più facile tra i tre da assumere. Una volta preso il DS, saranno stilate anche le strategie di mercato. E va detto subito che sarà un mercato diverso da quello dell’ultimo anno, e non solo perché i numeri per gli investimenti sono inferiori, ma anche perché nella testa dei capi alberga l’intenzione di portare a Casteldebole giocatori già fatti, dopo tanti giovani arrivati con Corvino nell’estate passata. Anche perché almeno negli undici titolari non è prevista alcuna rivoluzione, è chiaro che l’organico subirà tanti cambiamenti ma l’ossatura del Bologna di domani resterà su per giù quella del Bologna di oggi.
Ad esempio, può andar via Diawara, ma Donadoni come spina dorsale avrà sempre Mirante, Gastaldello e Destro. E’ evidente che il mercato del Bologna ruoterà sulla permanenza o meno proprio di Diawara e di Giaccherini, poi è altrettanto chiaro che il Bologna che nascerà sarà figlio anche delle idee tattiche di Donadoni. A oggi l’intenzione del Bologna è quella di mollare il ragazzo guineano, poi bisognerà vedere quanto gli offriranno, perché davanti ai 9-10 milioni proposti, Saputo potrebbe anche entrare nell’ordine di idee di trattenerlo per farlo crescere e per far lievitare i suoi numeri, come d’altra parte avrebbe sicuramente fatto Corvino.
Per quanto riguarda Giaccherini sarà importante verificare quanto pretenderà il Sunderland, ma a questo punto è legittimo fare una sottolineatura: o Conte lo vuole veramente al Chelsea e allora il Sunderland potrà chiedere quello che vorrà, oppure non potrà pretendere una cifra superiore ai due milioni di euro per un giocatore che va in scadenza di contratto a giugno. In poche parole, chi tira fuori a oggi il fatto che il Sunderland potrebbe chiedere sette milioni di euro vuol far passare un messaggio sbagliato, perché è vero che in Inghilterra gli svincolati non vengono regalati ma è altrettanto vero che anche in Inghilterra il mercato ha regole precise dalle quali è difficile derogare. Poi bisognerebbe vedere se due milioni sono troppi per il Bologna ma questo è un altro discorso.
Saputo ha idee molto serie e un progetto che deve portare lontano il Bologna, ma Bologna non si illuda da subito, perché il chairman vuole farlo crescere con calma, con investimenti mirati ed equilibrati. Ecco perché non ci sarà da aspettarsi acquisti clamorosi, ora sarebbe sbagliato dire che il Bologna lavorerà sul mercato in base a quello che ricaverà dalle cessioni, ma dopo i settanta milioni già investiti e quelli che Saputo è pronto a investire per patrimonializzare il club, il club porterà avanti un mercato attento, guardando alle opportunità che si presenteranno e cercando di chiudere le operazioni al solito modo, in prestito con diritto di riscatto, magari obbligato all’anno successivo.
Donadoni si è lasciato sempre una porticina aperta anche per questo motivo, ma Saputo lo ha rassicurato, nonostante non gli abbia promesso il mondo. E la consapevolezza che gli sarà chiesto solo di migliorare la classifica di quest’anno è già una garanzia per il tecnico bergamasco. Perché un conto è quando non investi e ti chiedono di portare la squadra in Europa, un altro è quando investi con oculatezza e si accontentano di una salvezza tranquilla. Come poi è successo quest’anno, se non si fosse verificato quello che si è verificato dalla trasferta di Milano con l’Inter in poi.
Insomma, che il futuro sia assicurato non è un segreto, l’importante è che il popolo rossoblù non pensi che il Bologna possa diventare subito grande solo perché Saputo ha potenzialità economiche importanti,  perché anche se hai Saputo e ti chiami Bologna non devi mai fare il passo più lungo della gamba, almeno fino a quando non hai un patrimonio alle spalle che ti sostiene. Anche perché sarebbe sbagliato pensare che tanto c’è chi tutti gli anni ripiana quel che manca…

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