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È un Destro mai visto, ma per svoltare serve anche uno come Rincon

È un Destro mai visto, ma per svoltare serve anche uno come Rincon

Quando mancano 45 giorni alla fine del mercato, il Bologna è più forte di Spal, Crotone, Verona e Benevento, e se la gioca con Genoa, Chievo, Udinese e Sampdoria. Sono d’accordo con Riccardo Bigon e Roberto Donadoni quando dicono che il Bologna di oggi è più forte di quello di ieri, ma penso anche che sarà un campionato diverso dall’ultimo, non vedendo nel Benevento, nella Spal e nel Verona il Palermo, il Pescara e il Crotone del girone di andata dell’anno scorso. Dove voglio arrivare: a mio avviso il Bologna di oggi può albergare tra il dodicesimo e sedicesimo posto, il che non significa che non dovrà guardare a quello che succede sotto.
Alla luce dello spessore della squadra attuale, tutto dipenderà da Mattia Destro. Che è un altro Destro, e non per i quattro gol che ha segnato ieri contro lo Sciliar, ma per l’atteggiamento che ha, sempre disponibile e attento. Per la sua partecipazione, per la voglia che mette nel lavoro. Un Destro così in rossoblù non si era mai visto, lo fanno capire gli stessi dirigenti e tecnici del club. È evidente che se il centravanti di Ascoli svolterà, il Bologna potrà arrivare accanto alla classifica di sinistra, se non rientrarci. Dico però la verità, non vorrei consegnarmi solo a un Destro che sembra pronto a costruire il campionato più bello di sempre.
Mi spiego meglio: questa è una squadra che non ha bisogno di tanto per fare il salto di qualità, per provare ad agguantare il nono-decimo posto. Ecco il motivo per il quale vorrei che il Bologna desse un segnale e accendesse la sua gente. Non vorrei un nome tanto per scaldare gli animi, mi accontenterei di un giocatore in grado di cambiarci ancora di più la vita. Uno su tutti, Tomas Rincon. Se Joey Saputo vuole lo prende domani, ma è evidente che se non vuole investire ulteriore denaro bisognerà aspettare le mosse delle altre società. Perché Rincon è trattato, al momento, anche da Atalanta e Genoa. Con lui il centrocampo avrebbe un’altra faccia, perché il venezuelano assicurerebbe corsa, cattiveria, mestiere e personalità. Il Bologna ci proverà, e se la concorrenza restasse questa con un po’ di decisione finirebbe per prenderlo. Con un po’ di decisione, sottolineo, perché, al di là dell’amicizia che c’è tra Saputo e Agnelli e dei buoni rapporti esistenti tra Bigon e Paratici, le belle parole non basterebbero.
Prima si dovrà vendere, è evidente, ma poi Donadoni si aspetta un nuovo arrivo in mezzo al campo. Come è giusto che sia se si vuole davvero alzare l’asticella. Come se l’aspetta anche in attacco. L’idea sarebbe quella di portare a Casteldebole un giocatore con più gol addosso di Bruno Petkovic. E non è escluso che nelle prossime settimane l’attaccante arrivato a Casteldebole da Trapani possa essere ceduto in prestito. Ammesso che nel frattempo Felipe Avenatti abbia evidenziato segnali di guarigione. Ad oggi non è dato sapere quando il ragazzo uruguaiano potrà cominciare ad allenarsi a ritmi alti, se rimarrà ai box due settimane o due mesi. Nel secondo caso è chiaro che Bigon non potrebbe stare a guardare.

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