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Rassegna stampa 25/08/2018

Verona crocevia fondamentale, una sconfitta e sarebbe caos

Verdi, Palacio e Destro: Donadoni ha scelto, giocheranno loro lunedì sera a Verona. Come tutta Bologna chiedeva a gran voce, perché il popolo rossoblù vuole capire se ci può essere un domani sotto le Due Torri per Destro accanto a Palacio, visto che arrivati a questo punto solo l’argentino sembra poter svegliare il numero 10. Resta solo da capire quella che sarà la decisione dell’allenatore per quanto riguarda il sistema di gioco, che ad oggi è 4-3… e poi vediamo. In tal senso, da una parte Donadoni avrebbe voglia di accostare Palacio a Destro con Verdi alle loro spalle, ma Verdi da trequartista non si sente a suo agio, dall’altra è tentato di riproporre i due attaccanti esterni con Destro in mezzo, ma cosa cambierebbe rispetto a quando c’era di Francesco? Poco, considerando che il buon Mattia continuerebbe ad essere troppo solo davanti. Alla fine il tecnico bergamasco deciderà quello che secondo lui è la soluzione più costruttiva, anche se sia l’una che l’altra (appunto) nascondono qualche controindicazione.
È evidente che, al di là del modulo, conterà l’atteggiamento sì di Destro ma anche di Verdi. Perché se su Palacio si possono mettere tutte e due le mani sul fuoco, un grosso punto interrogativo riguarda il centravanti, certo, ma qualche riserva va tenuta anche su Verdi. Che contro il Crotone ha tirato fuori dalla cassaforte due diamanti, entrambi su punizione, ma che per il resto del match è stato poco produttivo, preferendo ancora una volta l’estetica alla concretezza, giocando più per sé che per la squadra. E non è la prima volta, vedi le partite contro Atalanta, Lazio e Roma. Per quanto riguarda Destro, invece, c’è solo da aspettare: se non darà segnali neanche a Verona la situazione diventerà preoccupante. Se infatti da una parte è logico aspettarsi che Donadoni possa dargli continuità, dall’altra un allenatore deve sempre lanciare al gruppo segnali di meritocrazia. Nel senso che per ritrovarne uno non ne può perdere altri quindici. Insomma, se anche al Bentegodi il ragazzo fallirà, a quel punto Bigon e soci dovranno veramente pensare di guardarsi attorno alla riapertura del mercato a gennaio.
Più in generale, la notte di Verona è un crocevia importante anche per il Bologna, non solo per gli scaligeri. Sì, perché se i padroni di casa si giocheranno la vita, il Bologna si giocherà la tranquillità, almeno per le settimane successive. Non vogliamo neanche prendere in considerazione l’ipotesi di una sconfitta, anche se l’Hellas andrà affrontato con mille attenzioni e mille cautele, ma nel caso in cui per un motivo o per l’altro i rossoblù dovessero uscire sconfitti, immaginatevi cosa accadrebbe nei giorni successivi. Certo, anche la classifica comincerebbe a portare qualche ansia, ma soprattutto diventerebbe allarmante la situazione attorno a Donadoni. La sensazione è che la società lo confermerebbe, ma la città ancora di più chiederebbe il suo esonero, dopo cinque sconfitte di fila. In poche parole, le due sfide del Dall’Ara contro Sampdoria e Cagliari il Bologna le preparerebbe tra veleni e polemiche, rischiando di sbagliarle. Ecco il motivo per cui, nessuna ragione al mondo, Mirante e compagni si possono permettere di perdere al Bentegodi. Sarà importante lo spirito dell’intera squadra, oltre ovviamente alla consapevolezza che per fare risultato bisognerà stare lì con la testa dal primo all’ultimo minuto. Perché il Bologna attuale è più forte del Verona, ma solo se saprà pareggiare la voglia di riscatto di Pecchia e dei suoi ragazzi potrà far valere la sua maggiore qualità.

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