I tanti piccoli grandi Patrick Zaki

I tanti piccoli grandi Patrick Zaki

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Con la scarcerazione di Patrick Zaki tutti noi abbiamo ricevuto con largo anticipo il nostro regalo di Natale: da scartare quando l’incubo per lo studente egiziano sarà definitivamente archiviato e ogni accusa sarà caduta. Intanto registriamo e assimiliamo la gioia odierna, coronata da un «forza Bologna!». Due parole che a noi fanno venire la pelle d’oca già in condizioni normali, figurarsi in un caso simile…
Ma noi chi? Chiunque ami la maglia rossoblù, a prescindere dalla provenienza. Sì, perché in un oceano di bolognesi non bolognisti esistono delle piccole goccioline che fanno l’impervio percorso opposto, ognuno per il suo motivo. C’è chi come Patrick si è ritrovato sotto le Due Torri per completare il proprio percorso formativo, esperienza tra l’altro simile (se non, fortunatamente, per l’epilogo) a quella dello sventurato musicista della celeberrima orchestrina del Titanic. E poi ci sono io, che con Bologna città, quando ho cominciato a vedere solo rossoblù (leggi: da sempre), non avevo alcun legame. E ce ne sono tanti altri di ‘coraggiosi’ del genere, come si evinse nella ‘Giornata del tifoso di fuori regione’, accantonata forse con troppa fretta dalla nuova proprietà del nostro club: un minuscolo neo in una gestione invece improntata alla crescita graduale, costante e soprattutto a lungo termine, evitando salti nel buio che, cronaca alla mano, dovrebbero far più paura di una sconfitta contro la Fiorentina. E lo dice una che il tonfo di domenica non l’ha preso proprio bene, tanto per usare un eufemismo.
Naturalmente si poteva fare di più, come si intuisce spulciando alcune carenze strutturali della rosa a disposizione di Sinisa Mihajlovic. Ma, si sa, nella vita e in particolare nel calcio si può sempre fare di più, altrimenti non esisterebbe il cosiddetto mercato di riparazione. L’importante è agire in buona fede. Si può dire lo stesso di chi, seppur nato sotto le Due Torri, nella migliore delle ipotesi ignora le proprie origini e nella peggiore addirittura le infanga, sportivamente parlando e non? Direi di no. Il pensiero corre a qualche ‘penna famosa’ e magari ai tanti ‘gobbi made in BO’ che a breve affolleranno il nostro amato Dall’Ara.
I pensieri negativi, insegnano i grandi maestri dell’arte di vivere, vanno scacciati con quelli positivi, quindi è bene ricordarsi dei tanti piccoli Patrick Zaki che, al di là della residenza scritta sulla carta d’identità, hanno scelto Bologna come la propria dimora del cuore. Non sono, anzi, non siamo pochi, e oggi più che mai per noi il mantra buono è: forza Bologna!

Giusy Anna Maria D’Alessio

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Foto: ansa.it