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Mihajlovic: “Buona reazione dopo il Milan, ce la siamo giocata alla pari. Ora finiamo bene la stagione, per l’Europa servono un paio d’anni”

Mihajlovic: "Buona reazione dopo il Milan, ce la siamo giocata alla pari. Ora finiamo bene la stagione, per l'Europa servono un paio d'anni"

Ph. Imago Images

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Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate ai microfoni di Sky Sport e al sito ufficiale del Bologna da Sinisa Mihajlovic subito dopo il match di Bergamo contro l’Atalanta, che ha sconfitto i rossoblù di misura 1-0.

Soliti errori – «La prestazione è stata buona, di sicuro migliore rispetto a quella contro il Milan, ma ci voleva poco. Ce la siamo giocata alla pari, e nel finale stavamo pure meglio, ma l’Atalanta ha sfruttato le occasioni create e noi no. Abbiamo sprecato troppe ripartenze, fatto qualche errore tecnico di troppo e sbagliato le scelte negli ultimi metri, ma sono cose che ci portiamo dietro dall’inizio dell’anno. In occasione del gol, ad esempio, abbiamo concesso troppo spazio a Muriel, che poi ha sbagliato il tiro trovando comunque la porta, me l’ha confessato lui stesso (sorride, ndr). Comunque, se guardo alla prova nel complesso, non ho niente in particolare da rimproverare ai ragazzi, ho visto la reazione che volevo».

Attriti col Gasp – «Ognuno a casa sua detta le proprie regole, Gasperini rivolgendosi in malomodo alla mia panchina mi ha sorpassato e mancato di rispetto, e questo non è stato giusto. Ha esagerato, i miei non stavano facendo niente che non stessero facendo anche i suoi. Lo stadio vuoto amplifica tutto e si sente ogni cosa, ma questo non autorizza nessuno a venire ad insultare la mia panchina, perché poi va a finire che mi incazzo e non va bene. Se quel dito lo puntava contro di me… Lui non ha voluto parlare dell’episodio? Certo, perché sa di aver sbagliato».

Questo non è calcio – «Tomiyasu forse si è stirato, gli altri stavano bene ma ho dovuto sostituirli perché non sono abituati a giocare ogni tre giorni ed erano stanchi. Speriamo che questa stagione finisca in fretta, tra caldo e stadi vuoti questo non è calcio. Cerchiamo di finire degnamente il campionato, che non significa vincere a tutti i costi ma fare bene il proprio lavoro».

Tempistiche per l’Europa – «L’Atalanta quanto ci ha messo? Credo ci vogliano due o tre anni, io poi quest’anno per i primi cinque mesi non ci sono stato e non lo conterei proprio. Comunque la stagione resta positiva, siamo salvi da otto-dieci giornate nonostante tutto quello che ci è successo. Il salto di qualità è tangibile perché ora si parla d’Europa e non più di salvezza, ma per fare l’ultimo passo dobbiamo anche cambiare a livello mentale: è una cosa normale, perché molti ragazzi sono giovani e devono crescere. Non posso chiedere alla mia società di spendere gli stessi soldi di Napoli e Milan, ma di coprire i ruoli dove abbiamo carenze sì. Lavorando bene, un passo per volta arriveremo all’obiettivo».

Barrow emozionato – «Si vede che tornare a Bergamo ha fatto emozionare Musa, se fosse stato in forma avrebbe potuto fare molto male all’Atalanta, con tutti gli spazi che gli hanno lasciato».

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