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Mihajlovic: “Condannati dalle disattenzioni e dagli episodi. Rode perdere così, tra oggi e Benevento potevano essere 6 punti”

Mihajlovic: "Condannati dalle disattenzioni e dagli episodi. Rode perdere così, tra oggi e Benevento potevano essere 6 punti"

Ph. Imago Images

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Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate prima ai microfoni di DAZN e poi in conferenza stampa dal tecnico rossoblù Sinisa Mihajlovic al termine di Bologna-Sassuolo 3-4.

Sconfitte dolorose – «Fa male, per quanto prodotto potevamo fare sei punti contro Benevento e Sassuolo, e invece non ne è arrivato neanche uno. Oggi avevamo fatto bene, siamo andati sopra 3-1 e siamo stati vicini a chiuderla, poi purtroppo non c’è stata reazione dopo il gol subito in inferiorità, e i successivi episodi ci hanno girato contro. Ora non dobbiamo perdere fiducia, che sarebbe stata una stagione difficile lo sapevamo già, vedremo cosa succederà nelle prossime partite».

Condannati dagli episodi – «I giocatori in campo devono sapere come sistemarsi in inferiorità numerica, invece oggi hanno sbagliato, sono stati disattenti. La rete successiva è arrivata dopo una svirgolata di Palacio, e l’ultima l’abbiamo presa in contropiede. Siamo stati anche sfortunati, sia oggi che contro il Benevento abbiamo avuto più occasioni degli avversari, ma non siamo stati altrettanto bravi a sfruttarle e purtroppo il calcio è questo».

Condizione atletica e giovani – «Non credo sia stato un calo fisico, la causa non è quella. Dal punto di vista mentale qualcosa è cambiato durante la partita, dopo l’episodio del 2-3 ci siamo sgonfiati. Crediamo tanto nei giovani e puntiamo su di loro, visto che non potevamo acquistare elementi già pronti: serve pazienza, sapendo che ci saranno alti e bassi. Rode perdere così, ma se guardo la prestazione devo dire che c’è stata per 70 minuti».

Orsolini in lenta ripresa – «Per Orsolini non c’è la bacchetta magica, non giocava da tanto e deve tornare al meglio fisicamente. Ha trovato il gol e giocato bene, se dal 60′ in poi è calato perché gli manca il ritmo partita».

Santander e gli altri cambi – «Ho messo Federico perché per caratteristiche può difendere più palloni e aiutarci a tenere alta la squadra. Un allenatore leggendo la partita fa le sue scelte, quando si vince si dice che le ha azzeccate tutte e se si perde è lui che ha sbagliato, fa parte del gioco».

Foto: Imago Images