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Mihajlovic: “Gara difficile, bravi a recuperare due volte lo svantaggio. Vignato può diventare un grande, alla Juve nessun regalo”

Mihajlovic: "Gara difficile, bravi a recuperare due volte lo svantaggio. Vignato può diventare un grande, alla Juve nessun regalo"

Ph. Imago Images

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Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate prima ai microfoni di Sky Sport e poi in conferenza stampa dal tecnico rossoblù Sinisa Mihajlovic al termine di Hellas Verona-Bologna 2-2.

Pareggio giusto – «Gara difficile ed equilibrata, ci siamo complicati la vita con qualche distrazione di troppo. È stata una delle classiche partite di fine campionato, in cui magari non riesci a dare tutto ciò che vorresti, ma siamo stati comunque bravi a recuperare due volte lo svantaggio contro il miglior Verona degli ultimi due mesi».

Tre prospetti interessanti – «In queste ultime giornate abbiamo fatto esordire tre ragazzi interessanti: Urbanski per tempi di gioco ricorda un po’ Pjanic, Amey è ambidestro e ha personalità, mentre Raimondo sa fare buonissimi movimenti da prima punta. Se non si monteranno la testa avranno un futuro roseo».

Vignato, il futuro è tuo – «Sono davvero molto contento di Vignato, è un po’ introverso ma ha personalità, è umile e possiede sia la testa giusta che le qualità per giocare ovunque e diventare un grande calciatore».

Diamo tempo a Ravaglia – «Ravaglia deve lavorare sulle decisioni che prende quando è in possesso di palla, anziché fossilizzarsi su un solo uomo deve capire qual è il compagno più libero. Detto questo, è solo alla quarta partita in Serie A, e oggi non era una gara facile considerando il pressing a tutto campo che fa il Verona».

Domenica la Juve al Dall’Ara – «Spero che l’arbitro di Bologna-Juventus sia di un altro livello rispetto agli ultimi esordienti che abbiamo avuto, anzi, sono pronto a scommettere che sarà così, ci manderanno un Valeri o un Giacomelli. Sulla carta non dovrebbe esserci partita, dati i valori in campo e le ambizioni con le quali arriverà la Juventus, ma abbiamo visto ieri in Milan-Cagliari che il calcio è imprevedibile: ce la giocheremo, come abbiamo sempre fatto. Io non devo fare regali a nessuno, perché nella vita mi sono sempre guadagnato tutto: i regali li faccio a me, alla mia squadra e alla mia società».

BFC più in alto, con o senza di me – «Non si parla ora del futuro, altrimenti sarebbe presente. L’Europa? Io mi auguro che un domani il Bologna possa arrivare anche a giocarsi uno scudetto, a prescindere dalla mia presenza in panchina».

Stesso stadio, nuova vita – «Oggi sto decisamente meglio rispetto al 25 agosto 2019, l’area tecnica non mi è sembrata così grande come quella volta (sorride, ndr). Sia in albergo che nello spogliatoio, e poi soprattutto mentre salivo le scale che portano al campo, un po’ di emozione c’era, ma sono riuscito a trattenere le lacrime».

Un giovane nonno – «Ho una figlia meravigliosa e un genero bravissimo a cui voglio bene come un figlio, si amano tanto e questa per un genitore è la cosa più importante. Adesso mi prendete tutti in giro per la storia del nonno, ma quando porterò a spasso mia nipote col passeggino mi fermeranno per chiedermi se è mia figlia (sorride, ndr)».

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