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De Leo: “L’Atalanta è un esempio per tutti, ma dobbiamo pensare a noi stessi e giocare con fiducia”. Denswil: “Sto crescendo e imparando a gestire la pressione”

De Leo: "L'Atalanta è un esempio per tutti, ma dobbiamo pensare a noi stessi e giocare con fiducia". Denswil: "Sto crescendo e imparando a gestire la pressione"
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Questa mattina a Casteldebole, alla vigilia dell’affascinante sfida che domani al Dall’Ara vedrà di fronte Bologna e Atalanta, conferenza stampa per Emilio De Leo e Stefano Denswil. Ecco tutte le loro dichiarazioni rilasciate dal collaboratore tecnico di Sinisa Mihajlovic e dal difensore rossoblù:

De Leo: serenità e fiducia – «In settimana giocatori e allenatori hanno avuto un confronto maturo, abbiamo tanta fiducia in questo gruppo e dunque il mister ha concesso un giorno di riposo in maniera tranquilla e serena. Venivamo da tanti impegni ravvicinati, quindi credo si possa considerare una scelta saggia. Aggiungo che il mancato riposo dopo il Milan non era stato punitivo: Mihajlovic ha apprezzato l’approccio della squadra, ma occorreva allenarsi bene per limare gli errori emersi contro i rossoneri, curando ogni singolo dettaglio».

De Leo: pensiamo a noi – «Scopriremo la condizione fisica e mentale dell’Atalanta solo a partita iniziata. A mio avviso non è un momento molto positivo per affrontarli, perché arrivano lanciatissimi e in fiducia. Noi però dobbiamo concentrarci solo su noi stessi, in Serie A gli equilibri sono sottili e se mantieni alta la concentrazione puoi fare risultato quasi sempre. Dobbiamo rimanere tranquilli e dare il meglio, sono certo che i risultati arriveranno».

De Leo: ordine e sacrificio – «Non bisogna concedere troppa iniziativa all’Atalanta, se lasci nelle loro mani il pallino del gioco ti distruggono. Domani dovremo restare corti e aiutare gli esterni, servirà una catena difensiva estremamente ordinata. E al fine di aiutare la squadra, tutti i giocatori dovranno essere coinvolti nella fase di non possesso».

De Leo: aumentare la concentrazione – «Ogni volta cerchiamo di contestualizzare gli errori commessi in un singolo match e correggerli, il nostro lavoro settimanale è incentrato su questo aspetto. Sono convinto che la preparazione fisica e mentale alle partite sia giusta, ci manca di mantenere alta la concentrazione per tutti e 95 i minuti dell’incontro, così da portare a casa il risultato».

De Leo: favolosa Dea – «L’Atalanta, in ogni sua componente, è un ottimo esempio per tutto il calcio italiano. Prenderla come termine di paragone è qualcosa che certamente ci stimola, un passo alla volta vogliamo scalare la classifica e arrivare la loro livello».

Denswil: condizione fisica e ruolo – «Durante la scorsa partita ho preso un calcio e il piede mi dava fastidio, quindi ho dovuto saltare un paio di allenamenti per via del dolore. Poi è passato e lo staff medico mi ha dato il via libera, adesso sono a disposizione. Il ruolo di terzino non mi è nuovo, sono arrivato come centrale ma mi adatto in base alle necessità del mister».

De Leo: Soriano e Dominguez – «Non voglio commentare il peso dell’assenza di Soriano, lascio ad altri questo tipo di commenti, comunque Roberto non ci sarà neanche domani: ha ricominciato a lavorare col pallone, ma ancora non è rientrato in gruppo. Riguardo a Dominguez, aspetto di vederlo in campo con noi, non credo però che abbia le stesse caratteristiche offensive di Soriano».

De Leo: infortuni e soluzioni – «Sicuramente senza Soriano ci serve una chiave di volta in attacco. Talvolta recuperare determinati giocatori aiuta a ritrovare il risultato, spesso un elemento in più può fare la differenza: speriamo di avere presto l’intera rosa a disposizione, così da aumentare le soluzioni possibili».

Denswil: impatto con la Serie A – «In Belgio non ci sono giocatori forti come in Italia, qui bisogna sempre essere svegli e attenti, anche e soprattutto perché la difesa è molto più tattica. Poi in Belgio giocavo in una squadra di vertice e avevo molta libertà di manovra, qui lo scenario è diverso. Credo di aver fatto la scelta migliore possibile per la mia crescita, sto imparando tanto sul piano dei movimenti e dell’atteggiamento difensivo, lavorando più di testa e di collettivo».

Denswil: ambientamento e crescita – «Quando arrivi in un nuovo ambiente devi imparare dai giocatori che si trovano lì da anni. All’inizio ho faticato molto, anche perché non capivo bene la lingua, poi ho seguito l’esempio dei compagni e un po’ per volta sto crescendo. Adesso sono soddisfatto di come stanno andando le cose, nel gruppo mi trovo bene, questa squadra somiglia molto ad una famiglia: stiamo attraversando un momento non semplice, ma sono convinto che possiamo venirne fuori a testa alta».

De Leo: il messaggio di Mihajlovic – «Il mister ha chiesto ai ragazzi di tenere lo stesso atteggiamento visto contro il Milan, aumentando però l’attenzione e la fiducia in se stessi: la squadra deve tornare tornare a credere a pieno nelle proprie potenzialità. Tra i giocatori e Sinisa c’è un rapporto di grande fiducia, il mister si è anche complimentato con loro per gli ultimi allenamenti: adesso bisogna trasferire questa fiducia sul campo».

De Leo: rientra Medel – «L’infortunio e i problemi della sua Nazionale lo hanno un po’ frenato dopo un ottimo avvio, ma credo che, anche con l’aiuto dei compagni, rivedremo presto il vero Medel. Dando una mano al centrocampo e alla fase difensiva può recuperare innanzitutto fiducia ed energia, e di conseguenza anche la forma migliore e la qualità nelle giocate».

De Leo: Orsolini e Skov Olsen, sana competizione – «In Italia abbiamo sempre troppa fretta con i giocatori di talento, vogliamo immediatamente la prestazione di alto livello, ecco perché per molti attaccanti stranieri è spesso difficile ambientarsi qui. Riguardo a Orsolini e Skov Olsen posso solo dire che questa settimana hanno lavorato benissimo. Durante la gara di Napoli, inoltre, abbiamo apprezzato che Riccardo sia rimasto in panchina a sostenere il compagno: siamo davvero contenti di aver instaurato una sana rivalità tra giocatori, aiuterà tantissimo entrambi».

Denswil: gestire la pressione – «In Italia c’è molta pressione sui difensori, quando entri in possesso viene giudicato ogni tuo singolo tocco di palla. Ma questa pressione, il fatto che al minimo errore rischi di subire gol, è proprio il motivo per cui sono venuto qui: qualche volta è difficile gestirla, ma se non ti piace allora meglio trovarsi un altro lavoro. Fa tutto parte del mio percorso di crescita».