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Fenucci: “Mihajlovic, un esonero sofferto e legato solo ai risultati: non accettiamo lezioni di morale. Thiago Motta l’uomo giusto per rilanciare il progetto”

Fenucci: "Mihajlovic, un esonero sofferto e legato solo ai risultati: non accettiamo lezioni di morale. Thiago Motta l'uomo giusto per rilanciare il progetto"

Ph. zerocinquantuno.it

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Stamattina a Casteldebole, prima della consueta conferenza stampa della vigilia, tenuta eccezionalmente dall’allenatore della Primavera Luca Vigiani (che domani alle 15 sarà in panchina per guidare il Bologna contro la Fiorentina), l’a.d. rossoblù Claudio Fenucci ha fatto il punto della situazione sulla guida tecnica, tra l’esonero di Sinisa Mihajlovic e l’arrivo ormai imminente del suo successore Thiago Motta, e più in generale sulla squadra. Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le sue dichiarazioni.

Thiago Motta nuovo allenatore – «Abbiamo deciso che l’allenatore della Prima Squadra sarà Thiago Motta da lunedì, dobbiamo solo definire gli ultimi aspetti contrattuali. Con la Fiorentina andrà in panchina Vigiani, sarà una gara molto importante per tanti motivi. Per Luca è anche una gratificazione, visto quanto fatto con la Primavera».

Esonero dettato dai risultati – «Esonerare Mihajlovic è stato difficile per il rapporto umano che si è creato e che avremo in futuro: Sinisa è prima di tutto un amico. Ci abbiamo ragionato a lungo, alla luce delle ultime prestazioni e di un cammino che dall’inizio del 2022 ha visto vincere la squadra solo quattro volte. La competitività della Serie A è altissima, ogni anno una società con fatturato simile al nostro retrocede, dunque se ci sono certi segnali si deve intervenire, a prescindere dal rapporto umano. Noi gestiamo il club per l’azionista e per i tifosi, a cui dobbiamo rendere conto dei risultati, e mi è dispiaciuto molto che qualcuno abbia tirato in ballo questioni etiche: su questi temi il Bologna ha sempre dimostrato un comportamento ineccepibile, non possiamo ricevere lezioni di morale».

La squadra vale di più – «Il rapporto con Sinisa è stato bellissimo e rimarrà nella storia del Bologna. Dopo l’annuncio della malattia abbiamo subito voluto proseguire il percorso insieme e di allungargli il contratto per recuperare il tempo perduto, perché appunto non si è mai trattato di un semplice rapporto tra società e allenatore. Sinisa è gradualmente tornato in panchina, ma i risultati tardavano ad arrivare. La scelta, ribadisco, è stata sofferta: riteniamo che questa squadra abbia dei valori superiori al cammino fatto fin qui, come dimostrano le offerte ricevute anche per Dominguez, Orsolini e Schouten. Perché non l’abbiamo deciso prima? Abbiamo preferito valutare meglio il trend delle prestazioni, poi abbiamo accelerato per dare al tecnico subentrante qualche giornata in più. Questo campionato, come ben sapete, è diviso in due segmenti, e durante la sosta per il Mondiale ci sarà tempo e modo di svolgere una nuova preparazione».

Palla ai giocatori – «Oggi preferirei non parlare di Thiago Motta, vorrei concentrarmi sulla partita, che possiamo vincere. Posso solo dire che con Motta il progetto è di lunga scadenza e che lo riteniamo la persona ideale per rilanciarci. Perché non sarà già in panchina domani? Perché per definire tutti gli aspetti contrattuali ci serve ancora un po’ di tempo. Peraltro Vigiani ha preso in mano la squadra fin da mercoledì e ha le capacità per guidarla contro la Fiorentina. Inoltre confido molto nel senso di responsabilità dei giocatori: sta a loro dimostrare che il valore della squadra è superiore ai punti e al gioco che abbiamo espresso finora».

Di Vaio e Sartori fuori dai ringraziamenti di Mihajlovic – «Quando io e Marco siamo andati a Roma per incontrare Sinisa non sono emerse criticità. E comunque tutte le decisioni a riguardo sono state prese di comune accordo col presidente Saputo e tra noi dirigenti».