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Mihajlovic: “Con l’Inter servirà una gara quasi perfetta, giocando come sappiamo. Guai a rilassarsi, non si possono fare brutte figure”

Mihajlovic: "Con l'Inter servirà una gara quasi perfetta, giocando come sappiamo. Guai a rilassarsi, non si possono fare brutte figure"

Ph. zerocinquantuno.it

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Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate questo pomeriggio in conferenza stampa a Casteldebole dal tecnico rossoblù Sinisa Mihajlovic, alla vigilia di Inter-Bologna.

A caccia di un’altra impresa – «Dovremo fare una partita quasi perfetta e sperare che l’Inter non sia nella giornata giusta. Andiamo a Milano per giocarci le nostre carte e provare a vincere, il calcio è bello proprio perché non si sa mai cosa può succedere. Nonostante la loro forza, sono fiducioso: se giochiamo come sappiamo possiamo mettere in difficoltà chiunque».

Gambe e… piedi – «Fisicamente stiamo bene, ma nel calcio c’è anche il pallone e bisogna saperlo giocare. Riguardo alla corsa abbiamo svolto un ottimo lavoro, i dati sono positivi, siamo una squadra che corre tanto e bene. Dobbiamo però migliorare sul piano del gioco, anche se contro il Cagliari abbiamo fatto una buona partita e l’unica cosa che mi fa incazzare è il risultato, perché siamo stati superiori e meritavamo di vincere. Spesso sono i dettagli, come un passaggio o una marcatura, a fare la differenza, e non vogliamo lasciare nulla al caso».

Cambi limitati – «Da qui alla fine giocheremo sempre tre volte a settimana e al momento le nostre rotazioni sono un po’ corte, ad esempio mi mancano i principali cambi di Tomiyasu e Orsolini (Mbaye e Skov Olsen, ndr). Avere la rosa al completo, inoltre, serve per valutare tutti i giocatori in ottica prossima stagione, cercando di capire chi tenere e chi no, compresi i ragazzi che magari dovranno andare a farsi le ossa altrove».

Musa e gli altri ‘figli’ – «Per certi versi i giocatori sono un po’ come dei figli per un allenatore, che è chiamato a trovare la ‘medicina’ giusta per ciascuno. Il nostro lavoro è bello e stimolante a anche molto difficile, perché bisogna gestire venticinque persone diverse e tirar fuori il meglio da ognuna, andando loro incontro. Con Barrow parlo spesso, se saprà migliorare alcuni aspetti caratteriali farà la differenza in qualsiasi squadra, ci stiamo lavorando sia con lui che con gli altri giovani. In generale si prova con le buone e poi semmai con le cattive, e se non funzionano neanche quelle si manda via il giocatore e se ne prende un altro… Ma con Musa non ci saranno problemi».

Pochi gol in rapporto alle occasioni – «Questo era un problema anche prima dello stop, abbiamo sempre giocato bene ma concretizzato poco. È penalizzante perché dietro almeno un gol lo prendiamo sempre, quindi siamo costretti a farne almeno due, e se non si concretizza diventa dura. Sappiamo cosa fare e siamo consapevoli che non si può essere perfetti fin da subito, occorre continuare a lavorare mantenendo alta la fiducia in se stessi: col passare del tempo, vedendo i miglioramenti, anche l’autostima e la consapevolezza nei nostri mezzi aumenteranno».

Combattivi fino alla fine – «Sembra che il Bologna sia già salvo e nel contempo non possa andare in Europa… Riguardo all’Europa, ci sono ancora in palio 27 punti e può succedere di tutto. Riguardo alla salvezza, non mi piace parlarne ma lo scorso anno mi pare che il Genoa avesse circa gli stessi punti in questo momento della stagione, e poi si è salvato solo all’ultima giornata, perciò non bisogna rilassarsi. Con i ragazzi sono sempre stato molto chiaro, non gli ho mai chiesto di vincere una partita ma di fornire una buona prestazione, di affrontare il match col giusto atteggiamento, perché non si possono fare brutte figure. Conoscendoli non ho dubbi in merito, anche domani non sbaglieremo da questo punto di vista: sicuramente chi giocherà darà il massimo, perché se non sarà così ci saranno conseguenze, e loro lo sanno quello che potrebbe succedere… (lo sguardo minaccioso del mister dice tutto, ndr)».