Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate questo pomeriggio in conferenza stampa a Casteldebole dall’allenatore rossoblù Raffaele Palladino alla vigilia di Bologna-Monza, gara valida per la 9^ giornata di Serie A Enilive 2026-2027 in programma sabato alle 15.
Guai a montarsi la testa – «Il calcio non ha memoria, bisogna pensare subito all’impegno di domani perché ogni gara di Serie A ha le sue insidie. Siamo molto felici della vittoria ottenuta in casa del Milan, ma dobbiamo immediatamente guardare avanti. Sappiamo che contro il Monza ci sarà da soffrire e dovremo fare una partita tosta: l’ho già detto al termine della partita di San Siro e credo che il messaggio sia stato recepito».
Formazione e avversari – «Ho alcuni dubbi, potrebbe esserci qualche cambio. Dobbiamo vedere come avremo recuperato fisicamente, anche se la differenza la farà soprattutto la testa. Mi interessa con quali energie mentali arriveremo alla gara: servirà la mentalità giusta e il massimo rispetto per l’avversario. Il Monza lo conosco bene e conosco il loro allenatore Juric, che per me è un amico: sarà difficile affrontarli e non dovremo sbagliare l’approccio alla partita. Loro hanno diversi giocatori che riempiono l’area ed elementi che sanno inserirsi da dietro, noi stiamo crescendo anche sul difendere più bassi per non lasciare agli avversari troppo campo».
Amarcord biancorossa – «Monza è stata una tappa importante della mia vita, lì sono stato benissimo e ho conosciuto persone di enorme valore che ancora oggi sento. Ho avuto un gruppo di ragazzi straordinari che per due anni mi hanno dato grandi soddisfazioni e conservo ricordi indelebili, come la vittoria allo Juventus Stadium, il gol di Caldirola contro l’Inter e il successo sul Milan: li custodisco dentro di me. Domani però il nostro obiettivo sarà fare punti importanti per la nostra classifica».
Quale centravanti? – «Dovbyk in settimana ha spinto di più: abbiamo avuto un confronto e ha cercato di mettere in pratica le mie richieste, non ha la condizione per reggere novanta minuti ma per domani è a disposizione. Odgaard si è adattato bene da punta e ha fatto un gran lavoro per la squadra, malgrado quella non sia propriamente la sua posizione. Aspettando il rientro di Piccoli ed Enem ho a disposizione due attaccanti validi».
Cambiaghi e Miranda decisivi – «Non avevo immaginato che il Milan potesse soffrire sulla corsia di sinistra, è una lettura che mi è venuta durante la partita. Chi è entrato ci ha messo grande energia, e coi cinque cambi è un aspetto fondamentale».
Umiltà e fame – «Non dobbiamo sentirci più bravi di quello che siamo. Stiamo vivendo un momento positivo che dobbiamo cavalcare, ma ne arriveranno altri meno buoni e mi sentirete dire le stesse cose. Il segreto è solo lavorare e pensare come se ogni gara fosse l’ultima. I ragazzi devono essere consapevoli che se siamo sempre quelli visti a Milano possiamo dar fastidio a tutti».
Mbangula in copertina – «Samuel è un ragazzo sensibile e timido, aveva bisogno di fiducia. Io l’avevo allenato poco perché appena tornato dalla Nazionale si è fatto male, ma mi sono piaciuti subito il suo spirito di sacrificio e la sua ricettività in allenamento. Ha lo spirito giusto: per esempio, sul primo gol segnato a Milano, era stato lui stesso a recuperare la palla. Per alzare il livello abbiamo bisogno di questa mentalità da parte di tutti».
Orsolini presente – «Riccardo è arruolato alla squadra per domani. Ne approfitto per ringraziare lo staff medico e i fisioterapisti per il grande lavoro che svolgono. Ora aspettiamo i rientri di Piccoli, Enem e Holm, ma su Orsolini è stato fatto un ottimo lavoro di recupero».
A destra Zortea non solo Zortea – «Amondarain mi sta piacendo da quinto e secondo me può essere una valida alternativa a Nadir. Inoltre Darmian è stato preso per fare il quinto, è il suo ruolo naturale, e lo rivedremo anche in quella posizione. Non escludo però che qualche altro giocatore possa giocare lì: sto facendo degli esperimenti e vedremo se domani li attuerò».
Ferguson imprescindibile – «Lewis sta facendo un campionato straordinario e deve continuare così. Avevo in mente di dargli un turno di riposo, ma finché sta bene non vedo perché levarlo. Quando lo affrontavo da avversario avevo la sensazione che fosse forte, ma allenandolo ho capito che è un campione: ha letture, è un allenatore in campo, un leader silenzioso che sa fare benissimo entrambe le fasi. Sta giocando molto, è vero, ma sta anche recuperando al meglio».
