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Palladino: “Sto vedendo dei progressi ma c’è ancora tanto da fare. La condizione fisica non diventi un alibi, davanti può partire Dovbyk, Enem o anche Odgaard”

Palladino: "Sto vedendo dei progressi ma c'è ancora tanto da fare. La condizione fisica non diventi un alibi, davanti può partire Dovbyk, Enem o anche Odgaard"

Ph. zerocinquantuno.it

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Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate stamattina in conferenza stampa a Casteldebole dal tecnico rossoblù Raffaele Palladino alla vigilia di Cagliari-Bologna, gara valida per la 8^ giornata di Serie A Enilive 2026-2027 in programma sabato alle 15.

Primo piccolo bilancio – «Durante la pausa per le Nazionali abbiamo avuto meno tempo per lavorare con tutti, ma in mezzo alle mie tre partite ci sono stati molti allenamenti in cui ho visto dei progressi: col Torino eravamo in vantaggio fino a dieci minuti dalla fine, a Lecce abbiamo disputato un ottimo primo tempo e poi siamo calati ma riuscendo comunque a vincere, e contro l’Inter abbiamo fatto un gran primo tempo e resta il rammarico di non averla chiusa, perché alla fine certe squadre con la qualità che hanno ti puniscono. Però quest’ultima gara mi ha lasciato diversi spunti su cui lavorare: sono un perfezionista e vorrei che la mia squadra giocasse sempre meglio, migliorando di continuo, ed è quello che chiederò ai ragazzi da qui al termine della stagione. C’è ancora tanto da fare ma almeno l’atteggiamento non l’abbiamo mai sbagliato: il gruppo ha mostrato sempre attaccamento alla maglia e la voglia di andare forte. Di sicuro può crescere in fase offensiva, nella tecnica e nella fluidità di gioco: sto insistendo su questi concetti durante la settimana e credo che i miglioramenti si stiano vedendo. Dovremo continuare a lavorare a testa bassa, mantenendo la fame e lo spirito che ci contraddistingue».

Ferguson punto fermo – «Lewis è un giocatore che può darci leadership, è fondamentale in fase sia di possesso che di ripiegamento. In quella zona di campo anche El Azzouzi e Moro stanno crescendo e devono sentirsi importanti: io non lascio indietro nessuno».

Odgaard jolly prezioso – «Dopo averlo recuperato dall’infortunio ho provato Jens in varie situazioni di campo: lo volevo allenare per capire le sue caratteristiche e quale fosse l’abito migliore da fargli indossare, perché lo conoscevo solo da avversario. Lo vedo come punta o sottopunta: ha le caratteristiche giuste e in queste posizioni potrà esserci utile».

Sfida a tre in avanti – «Ho a disposizione elementi con caratteristiche diverse: Dovbyk è un centravanti più d’area, Enem è bravo a riempirla ma gli viene meglio legare il gioco, mentre lo stesso Odgaard può partire dall’inizio nel caso si voglia fare un certo tipo di partita. Tutti e tre devono credere di poter essere titolari sabato a Cagliari, abbiamo provato soluzioni diverse perché senza Piccoli perderemo determinate caratteristiche».

Nessuno fuori dai radar – «Lunedì, parlando alla squadra, ho ribadito che tutti devono sentirsi coinvolti. Vitik, Amondarain, Alhassane e gli altri fin qui meno utilizzati devono andare forte come stanno facendo, perché avranno la loro occasione: bisogna avere la fame di andarsi a prendere una maglia da titolare».

Tante noie muscolari – «Quando un allenatore e il suo staff subentrano e alzano l’intensità degli allenamenti con una metodologia diversa, qualche infortunio può capitare. A noi è successo con Odgaard, Orsolini e Piccoli, ma per fortuna sono cose di poco conto risolvibili in tre settimane».

Gambe in rodaggio – «Non voglio parlare troppo della condizione fisica perché non deve diventare un alibi. Stiamo lavorando duramente, la squadra sa che deve correre e sudare e sono certo che la condizione fisica migliorerà sempre di più: vedo già grossi miglioramenti, ma non so dire quando raggiungeremo uno stato ottimale».

Trasferta ostica – «Il Cagliari è una squadra camaleontica: riescono ad alternare le due punte, a giocare coi due trequartisti o addirittura col tridente. Mi aspetto un avversario agguerrito dopo la pesante sconfitta di Monza, e anche di rivedere una squadra capace di difendere bene avendo elementi di gamba e grande fisicità».

Conta solo il presente – «Il nostro obiettivo ora è pensare partita per partita, stop: dobbiamo tirare fuori carattere e grinta per fare più punti possibili prima della nuova sosta».

La riscoperta di Casale – «Nicolò ha lavorato di più con me e i miei collaboratori, essendo rimasto qui durante la pausa, e ha incamerato bene i nostri principi di gioco. Ma come detto anche Heggem, Helland e Vitik devono stare tranquilli, arriverà la loro occasione».

Mbangula scalpita – «Samuel lo vedo bene come sottopunta, sta crescendo anche di condizione e ha solo bisogno di giocare».

Portieri da proteggere – «Pessina e Skorupski vanno lasciati liberi di lavorare con serenità, non devono sempre essere il tema della settimana. Massimo ha la mia fiducia, Lukasz anche e contro l’Inter ha risposto benissimo: la responsabilità delle scelte me la prendo io, l’importante è lasciare i ragazzi liberi da ogni giudizio».

Confronto partenopeo – «Io e Fabio Pisacane abbiamo carriere diverse, lui ha iniziato da poco ma sta già raggiungendo ottimi risultati: è un ragazzo che conosco bene, napoletano come me, gli faccio tanti complimenti».

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