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Schouten: “Non sento la pressione ma devo crescere a livello mentale e di grinta, ci tengo a far contento Mihajlovic”

Schouten: "Non sento la pressione ma devo crescere a livello mentale e di grinta, ci tengo a far contento Mihajlovic"

Ph. zerocinquantuno.it

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Penultimo giorno di ritiro per il Bologna a Pinzolo e conferenza stampa pomeridiana che ha visto come protagonista Jerdy Schouten. Il centrocampista olandese classe 1997 ha sfruttato le domande dei giornalisti presenti per analizzarsi, tra pregi e difetti, e ha ripercorso il suo primo campionato di Serie A, mostrandosi determinato a fare sempre meglio. Ecco le sue parole:

Un giovane che non sente la pressione – «Sì, penso di essere così. Mi è servito un po’ di tempo per adattarmi al calcio e alla vita italiana: purtroppo i primi due mesi dello scorso campionato li ho saltati per infortunio, ma ho comunque lavorato sodo per migliorare».

Differenze con l’Olanda – «Qui le persone sono più emotive, in patria non è una cosa così naturale che la gente ti fermi per dirti “bravo, continua così”».

Ambientamento nel gruppo – «Mi trovo molto bene con tutti i compagni, sono diversi tra loro ma c’è un bel rapporto e un’ottima intesa. Poli, in particolare, mi ha aiutato molto ad integrarmi, anche lui è un mediano e mi sta dando una grossa mano».

Obiettivi personali – «Senza dubbio punto a giocare di più e a crescere ancora, voglio essere importante per questa squadra. La Nazionale? È il sogno di ogni bambino, ma arrivarci già in questa stagione non è un’ossessione».

Lacune da correggere – «Credo di dover migliorare un po’ tutto, ma in primis a livello mentale».

“Il signore del centrocampo”, parola di Sabatini – «Lo ringrazio per la stima. Del resto quando agisci da regista sei un po’ il perno del gioco, ricevi molti palloni e ne devi recuperare altrettanti».

Stile Mihajlovic – «Il mister mi chiede di tirare fuori la grinta perché a volte sembro timido. Anche io ci tengo a non dare questa impressione e ce la sto mettendo tutta per accontentarlo».

Lati negativi del calcio italiano – «Non ne trovo, diciamo che è un calcio più fisico e io sotto questo aspetto devo migliorare. Ma sono contento di potermi confrontare con tanti giocatori forti».

Denswil, stagione difficile – «A mio avviso lui ha tanta qualità, ma non sono io la persona che deve dirgli cosa fare».

Tanti ragazzi interessanti – «Skov Olsen ha doti tecniche incredibili, mentre di Svanberg apprezzo in particolare il gran tiro, ma tutti i giovani presenti in rosa sono bravi, ognuno con le sue peculiarità».

Buongustaio – «Di Bologna mi piace soprattutto il cibo, la pasta è buonissima (sorride, ndr)».