Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate questo pomeriggio a Casteldebole durante la sua presentazione ufficiale da Simon Sohm, centrocampista svizzero classe 2001 che il Bologna ha prelevato in prestito con diritto di riscatto a 13 milioni dalla Fiorentina durante il recente mercato invernale.
Dentro il mondo rossoblù – «Queste prime settimane a livello personale sono andate molto bene, la squadra mi ha aiutato tanto nell’adattarmi e sono positivo sulla mia permanenza qui nei prossimi mesi».
Connessione con Italiano – «Il mister mi sta chiedendo di fare del mio meglio in ogni singolo allenamento. Penso che io e lui abbiamo le stesse idee e gli stessi obiettivi, e che tutti insieme possiamo uscire da questo momento difficile».
Parentesi negativa – «L’esperienza a Firenze non ha funzionato per me, ma è stato così anche per altri giocatori. Sentivo l’esigenza di cambiare aria e ho colto al volo l’opportunità di venire qui a Bologna».
Qualcosa da salvare – «Probabilmente in questo momento, vedendo le cose da fuori, sembra tutto negativo, ma non è così. Io, ribadisco, nell’ambiente mi sto trovando benissimo».
Parola d’ordine: duttilità – «Finora nel mio percorso ho ricoperto tutti i ruoli del centrocampo, dal più difensivo al più offensivo. Nella passata stagione a Parma sono cresciuto giocando un po’ più avanzato, ma è una mia qualità poter giocare in varie posizioni».
Punto di riferimento – «Il mio idolo è sempre stato l’ivoriano Yaya Touré, ex centrocampista di Barcellona e Manchester City».
Un totem a supporto – «Conoscevo già Freuler per via della Nazionale, ho un buon rapporto con lui e devo dire mi sta aiutando tanto nell’inserimento».
