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Tedesco: “Sarebbe folle sottovalutare la Lazio, domani vedremo a che punto siamo. Orsolini capitano, sul mercato occhi aperti perché qualcosa manca”

Tedesco: "Sarebbe folle sottovalutare la Lazio, domani vedremo a che punto siamo. Orsolini capitano, sul mercato occhi aperti perché qualcosa manca"

Ph. zerocinquantuno.it

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Di seguito, suddivise per argomenti principali, tutte le dichiarazioni rilasciate stamattina in conferenza stampa a Casteldebole dal tecnico rossoblù Domenico Tedesco alla vigilia di Bologna-Lazio, gara valida per la 1^ giornata di Serie A Enilive 2026-2027 in programma domani alle 18:30.

Primo test ufficiale – «Domani si inizierà a vedere a che punto siamo, ma è un processo continuo che andrà avanti di partita in partita. Siamo nuovi e abbiamo cambiato qualcosina, non è lo stesso calcio con gli stessi principi, perciò inevitabilmente bisognerà adattarsi. Però ripeto, è un processo che non termina col precampionato».

Debutto bolognese e italiano – «Pressione? La più grande è quella che ci mettiamo noi stessi. Io gli errori li cerco da solo, comincio sempre da me stesso: come ho preparato gli allenamenti, come ho studiato la squadra avversaria e così via».

Aspetti positivi – «La squadra sta crescendo dal punto di vista della personalità in fase di possesso palla, vogliamo giocare e vedo dei miglioramenti sotto questo aspetto: domani capiremo meglio, perché le amichevoli contano fino ad un certo punto. Sono molto carico per iniziare a giocare sul serio».

Soddisfatto, ma… – «Sono rilassato perché vedo che le persone attorno a me sono preparatissime. Parlando di giocatori, Alhassane e Amondarain non li conoscevo ma sono ragazzi davvero interessanti che mi piacciono. Il mercato comunque non è chiuso e dobbiamo rimanere con gli occhi apertissimi, manca ancora qualcosina».

Tanto ruota attorno al play – «Innanzitutto la mia idea di gioco è vincere le partite (sorride, ndr), non giochiamo a calcio per palleggiare o per dimostrare che sappiamo costruire dal basso. Dobbiamo avere un DNA e un’identità di questo tipo: il play dev’essere coraggioso ad aggredire alto, pressare, ma anche a palleggiare dando supporto in costruzione. È un ruolo complesso e lo vediamo pure in fase di mercato, perché uno che sappia fare entrambe le fasi costa non meno di 40 milioni. Mi stanno piacendo sia Moro sia El Azzouzi, ma anche Amondarain può giocare lì: sono contento dei ragazzi che abbiamo».

Bernardeschi confermato mezzala – «Federico è sveglio ed è bravo tra le linee e negli spazi stretti, ha il cambio di gioco e la visione, poi sa accentrarsi per fare male. Ha già ricoperto quel ruolo a Firenze e Torino, per lui non è una novità».

Due 9 tutti nuovi – «Lo scenario è cambiato parecchio perché con Castro avevamo già trovato una sintesi importante, però sapevamo che in caso di offerta pesante sarebbe stato ceduto. Così abbiamo trovato due soluzioni alternative con Dovbyk e Piccoli: Roberto è più avanti perché ha svolto tutta la preparazione, Artem invece sta procedendo gradualmente. In generale siamo contenti di entrambi».

Lazio da prendere con le molle – «Ho visto la gara di Coppa Italia contro il Mantova e le amichevoli precampionato. Sono troppo distante per giudicare l’ambiente, ma sarebbe una follia sottovalutarli: ci aspettiamo un avversario molto forte».

Gerarchie chiare in porta – «Skorupski è il numero uno, Pessina il secondo, poi come terzo abbiamo Happonen che è un ragazzo promettente. Massimo è giovanissimo e ne vediamo il potenziale, ma Skorupski parte ovviamente avanti».

Leader e capitani – «Chi guiderà la difesa senza più Lucumí? Da tutti ci aspettiamo leadership, a prescindere dal ruolo. Così come mi aspetto che siano tutti capitani, anche quelli senza fascia. Comunque, nello specifico, il primo sarà De Silvestri, il secondo Orsolini e il terzo Ferguson».

Sonni tranquilli o agitati? – «Sono molto sereno e fiducioso perché vedo la squadra tutti i giorni e l’ho analizzata day by day».

Un messaggio ai tifosi – «Il primo impatto per me è sempre significativo: quando arrivo in un nuovo ambiente ho bisogno di sentire l’importanza del club per la gente, perché poi quel carico si trasferisce su di me. Quando sono in centro a Bologna e le persone mi fermano, percepisco l’affetto che tutti nutrono nei confronti del Bologna: daremo il 110% per fare bene».

Tra campo e mercato – «Sapevamo che Lucumí sarebbe partito, nessuno è rimasto sorpreso. Siamo consapevoli di quanto fosse forte Jhon e della situazione attuale in difesa, dove manca senza dubbio un centrale. Ma i buchi di cui parlavo sono anche di allenamento, di principi, di tattica: ci sono aspetti su cui dobbiamo ancora migliorare tramite il lavoro quotidiano».

Dalla Primavera alla Priam Squadra – «Libra ora fa parte del nostro gruppo, ha fatto benissimo in queste settimane: ha personalità e un motore importante ed è bravo in entrambe le fasi, siamo contenti di aver scoperto questo giocatore. Gli chiedo solo un po’ di pazienza, perché si allenerà con noi e qualche volta andrà a giocare in Primavera».

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