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Di Vaio: “La Bundesliga ha dato una grande spinta, anche noi vogliamo riprendere. Ci dovremo abituare ad un calcio diverso”

Di Vaio chiude al Manchester United: "Arnautovic è troppo importante per noi, non ha prezzo. Ora pensiamo solo a rinforzare la squadra"

Ph. Imago Images

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Ieri sera, ospite della trasmissione Il pallone nel 7 su èTV, Marco Di Vaio ha fatto il punto della situazione in casa Bologna. Ecco tutte le dichiarazioni del responsabile scouting rossoblù:

Un passo alla volta – «Un po’ in tutto il Paese sta avvenendo una lenta ripresa, e anche noi cerchiamo di tornare ad una vita normale, per quanto possibile. Da un paio di settimane i giocatori si allenano individualmente, ora vedremo cosa accadrà da qui a giugno per provare a ricominciare il campionato in sicurezza: la macchina del calcio deve rimettersi in moto».

In attesa del via libera – «L’amministratore delegato ci tiene aggiornati su quanto succede e adesso c’è un altro interlocutore fisso per noi, il dottor Nanni: insieme a lui stiamo programmando il lavoro settimanale, oggi abbiamo dovuto allentare un po’ perché il protocollo definitivo non c’è ancora. Vogliamo capire come poter riprendere, così da approcciarci nel modo migliore al campionato, considerando che per concludere entro agosto si giocherà a ritmi serrati».

Gruppo sereno – «I ragazzi stanno tutti bene, avevano voglia di tornare in campo e queste due settimane gli hanno giovato, adesso però vorrebbero ricominciare a fare qualcosa di più intenso e che somigli ad una partita. Nel Bologna nessuno ha paura o ansia, forse anche per via di quello che abbiamo vissuto in precedenza col mister. Inoltre qui l’emergenza ha colpito meno che in altre posti: chi è stato contagiato può giustamente avere un approccio diverso in questa fase, noi per fortuna non abbiamo avuto casi la situazione in città è stata gestita in maniera eccezionale».

Un altro calcio – «È difficile riconnettere il cervello un periodo di inattività, in più si gioca senza pubblico e il calcio è piuttosto diverso da quello a cui eravamo abituati. Dovremo allenarci anche sotto questo aspetto e tirare fuori il nostro carisma, come se affrontassimo un campionato nuovo. In Germania, durante il weekend, abbiamo visto due velocità, alcune squadra hanno avuto un buon approccio e altre hanno giocato a ritmi bassi».

Mihajlovic scalpita – «Abbiamo di fronte due interrogativi importanti, quando iniziare gli allenamenti di gruppo e quando ricominciare a giocare, oggi il mister ci chiedeva proprio di questo. Ogni passo in avanti ci avvicina alla normalità e alla ripresa: quando avremo ripreso le sedute collettive potremo poi pensare alle partite. Sinisa sta meglio, è in buona forma e ha iniziato a correre in maniera costante come faceva l’anno scorso: lo vediamo sereno e carico».

Esempio tedesco – «Il nostro messaggio è: vogliamo ricominciare, ovviamente in sicurezza. La Bundesliga ha dato una grande spinta, c’è tanta voglia di tornare alla normalità. Siamo in una posizione di classifica che ci permette di affrontare bene queste ultime dodici gare, anche se come detto non sarà semplice dopo un periodo di inattività. Al contrario, non ripartire sarebbe un problema sia sul piano economico che di gestione del gruppo. Eravamo già pronti ad andare in ritiro e siamo pronti anche adesso, aumentando i controlli del caso tra tamponi e test sierologici».

Tormentone Ibrahimovic – «È tutto in mano a Sinisa fino ad un certo punto, perché comunque la società deve fare le sue valutazioni in termini di progetto e disponibilità economica. E poi ultimamente Zlatan non l’ho visto troppo in forma (ride, ndr). Scherzi a parte, vedremo quello che succederà, oggi il mercato ci appare come un appuntamento lontano e difficile da decifrare: non credo si tratti di un tema attuale, prima vengono le tematiche di ripresa sociale e appunto quella del calcio».

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