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Qual è il futuro di Mihajlovic?

Qual è il futuro di Mihajlovic

Ph. Imago Images

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Pima la sconfitta di misura con l’Inter, poi quella in casa della Roma, infine il largo successo sullo Spezia. Settimane con alti e bassi per Sinisa Mihajlovic, l’allenatore che ha rilanciato il Bologna quando in pochi credevano che fosse possibile e che adesso non vuole abbandonare la sua creatura. Quando è stato chiamano sulla panchina felsinea a gennaio 2019, infatti, la squadra aveva poche speranze di restare in Serie A, ma nel giro di due anni Mihajlovic è riuscito a portarla a metà classifica e a farla diventare una compagine che incute timore e contro cui servono attenzione e determinazione. Una di quelle su cui ragionano con attenzione gli appassionati di calcio, che amano tentare la sorte con le scommesse Live.

Servono investimenti sull’attacco

Nelle ultime settimane, però, rumors e gossip si inseguono a proposito dell’allenatore serbo. Il suo contratto col Bologna scade tra due anni e, per non comprometterlo, il combattivo mister pretende delle certezze. A farlo intuire sono state anche alcune sue dichiarazioni, come quelle fornite a Sky Sport dopo la recente sfida contro la Roma persa 1-0. Secondo Mihajlovic la squadra ha bisogno di investimenti: di fronte ai microfoni dell’emittente televisiva lo ha detto chiaramente, spiegando come da due anni manchi una punta da almeno dieci reti a stagione. A suo parere, anche contro l’Inter i rossoblù avrebbero sicuramente ottenuto di più con una vera prima punta. Le occasioni ci sono state, il gol poteva arrivare: la squadra ha giocato bene, anzi i suoi ragazzi sono stati in campo anche meglio degli avversari ma, senza una figura di prestigio a fare la differenza, la ‘battaglia’ è stata persa. In realtà, è un problema che si ripete da diverse settimane: Palacio e compagni costruiscono azioni pericolose ma poi non riescono a concretizzare, e questo finisce per penalizzarli nelle singole sfide ma anche in termini di classifica.

L’insoddisfazione del mister

A frustrare l’allenatore del Bologna è soprattutto la constatazione che i suoi ragazzi danno il cuore e l’anima, hanno un maggior possesso di palla e più occasioni per andare in rete, ma troppo spesso alla fine dei novanta minuti hanno meno gol, che si traducono in meno punti in classifica. Basterebbe un attaccante centrale per riuscire a incassare più risultati positivi e a dare alla sua squadra un po’ di respiro e soprattutto la sicurezza che merita. L’arrivo di nuove forze in avanti, però, sembra anche importante per confermare la presenza dello stesso Mihajlovic sulla panchina del BFC. L’allenatore lo ha fatto capire anche durante la sua partecipazione al programma televisivo Tiki Taka: ha ancora due anni di contratto, ma ciò non significa che non possa voltare pagina se non ci saranno le condizioni necessarie. Sinisa lo aveva già detto settimane fa e lo ha ripetuto dopo la sconfitta dell’Olimpico, che lo ha infastidito parecchio. E i rumors, in fondo, dicono che varie panchine interessanti potrebbero diventare accessibili: Fiorentina, Napoli, Roma, Sampdoria, Sassuolo e forse pure Juventus e Lazio. L’allenatore, dopo aver sconfitto anche la leucemia, non vuole perdere tempo su piccoli obiettivi, ha voglia di risultati importanti. Che gli piacerebbe conquistare a Bologna, dove si trova bene, ma che potrebbe cercare altrove, se il club non avesse intenzione di investire su un rinforzo nel settore offensivo.

Imminente un incontro al vertice

Sempre durante l’intervista a Tiki Taka, Mihajlovic aveva ribadito la sua convinzione che con un centravanti di razza, come ad esempio Ibrahimovic (di cui pure si era molto parlato), il Bologna sarebbe potuto addirittura arrivare in Europa League. Insomma, in queste ore l’inquietudine accompagna il tecnico rossoblù, che peraltro ha dichiarato varie volte di voler parlare del suo futuro più avanti: ora è concentrato su un solo obiettivo, mantenere la squadra in Serie A e magari migliorare i 47 punti della scorsa stagione. Un programma sensato, anche se forse la discussione sul domani – suo e della squadra – potrebbe arrivare prima. Domenica è rientrato in città il presidente Saputo, e la speranza è che presto incontri l’allenatore per ragionare su tutti questi temi. Soprattutto sulla possibilità di avere un attaccante o magari anche due, per dare sostegno Barrow e Palacio. Perché, come detto, il Bologna è una squadra che pratica un calcio bello e offensivo, e la presenza di un bomber sembra essenziale per la sua strategia.

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