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Tutte le ipotesi sul futuro di Thiago Motta

Tutte le ipotesi sul futuro di Thiago Motta

Ph. Getty Images

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In pochissimi si aspettavano che l’impatto di Thiago Motta sul Bologna sarebbe stato così positivo. Forse solo i più ottimisti intravedevano nella scelta di chiamare l’italo-brasiliano in panchina la realizzazione di quello che i rossoblù hanno messo in campo, cioè un atteggiamento coraggioso, tanta qualità e un’identità tecnico-tattica ben precisa. Eppure i felsinei hanno saputo alzare progressivamente l’asticella delle proprie prestazioni, malgrado una rosa di livello medio (almeno sulla carta) e con tanti infortuni lungo il cammino a complicare le cose, su tutti quelli che hanno afflitto Marko Arnautovic.

L’Inter si defila: Inzaghi blinda la sua panchina

Nonostante un contratto col Bologna fino al 30 giugno 2024, da più parti si vocifera di un Motta in uscita. Il calcio, in particolare la Serie A, ha dinamiche spesso difficili da comprendere, ed è sempre più complicato trovare un ambiente con le giuste condizioni per portare avanti un progetto quantomeno di media durata. E così, già nei mesi scorsi, l’allenatore del BFC era indicato come uno dei profili messi nel mirino dall’Inter, pronta a dare il benservito a Simone Inzaghi. Ma adesso, visti gli ottimi risultati ottenuti dalla squadra meneghina, compresa una finale di Champions League persa di misura contro il Manchester City, la pista nerazzurra si è totalmente raffreddata.

Sirene intriganti dalla Ligue 1

Thiago sembra avere estimatori soprattutto in Francia. In particolare, il suo è uno dei nomi sulla scrivania della dirigenza del Paris Saint-Germain, non soddisfatta dei risultati ottenuti da Christophe Galtier (seguito dal Napoli). Proprio a Parigi, nell’Under 19 del PSG, Motta aveva iniziato a muovere i primi passi da allenatore, dopo aver indossato la maglia della Prima Squadra. Fattori che giocano a suo favore, ma il direttore sportivo parigino Luis Campos sta lavorando anche su altre strade: una di queste conduce a José Mourinho, non ancora sicuro al 100% di rimanere alla Roma.
C’è inoltre una seconda squadra di Ligue 1 che sembra seriamente interessata a Thiago Motta, il Nizza. Il direttore generale Jean-Claude Blanc è infatti alla ricerca del successore di Didier Digard, ex mediano rossonero e tecnico della formazione riserve, che da gennaio a giugno ha sostituito Lucien Favre ottenendo buoni risultati.

Ottime possibilità che Motta rimanga a Bologna

Per il momento Motta non si sbilancia, ma da alcune dichiarazioni lascia intendere di vedersi sulla panchina del Bologna anche nella stagione 2023/24. Uno scenario peraltro delineato con chiarezza dal suo agente Alessandro Canovi negli ultimi giorni. Saranno comunque fondamentali i confronti con la società, alcuni dei quali già andati in scena, per portare avanti un percorso condiviso con obiettivi e strategie comuni. Quel che è certo è che dopo la salvezza ottenuta con lo Spezia nello scorso campionato e un’ottima annata col Bologna, Thiago sa di avere mercato: le prossime settimane, in un senso o nell’altro, saranno molto indicative.

La stagione di Thiago sotto le Due Torri

Motta è arrivato sulla panchina del Bologna a settembre, dopo l’esonero di Sinisa Mihajlovic. In lizza per la panchina rossoblù con Roberto De Zerbi, poi approdato al Brighton, l’italo-brasiliano si è trovato nelle condizioni di dover convincere la società di aver fatto la scelta giusta, ma soprattutto ha dovuto conquistarsi la fiducia della piazza, decisamente scettica nei suoi riguardi. L’avvio non è stato dei migliori, con un solo punto nelle prime 4 gare, ma dalla seconda metà di ottobre fino alla pausa per i Mondiali il Bologna ha 4 vittorie in 5 match, malgrado la goleada incassata a San Siro sponda Inter.
Nel 2023 la mano del nuovo mister si è iniziata a vedere sempre di più, soprattutto a centrocampo, testimoniata dalla crescita di giocatori come Nicolas Dominguez, Lewis Ferguson e Jerdy Schouten. Un lavoro costante corroborato da una buona costanza di risultati e da tante belle soddisfazioni: vittorie a Firenze, a Bergamo e al Dall’Ara contro l’Inter, pareggi casalinghi con Lazio, Milan, Juventus, Roma e Napoli. Grazie ad un perfetto mix tra pragmatismo, aggressività e qualità, il Bologna di Thiago è stato capace di raccogliere frutti importanti, veleggiando costantemente nella parte sinistra della classifica e chiudendo al nono posto con 54 punti, record dell’era Saputo.

Foto: Getty Images (via OneFootball)