Zerocinquantuno

Involuzione pesante da analizzare con lucidità, non è solo una questione fisica. Il riscatto deve partire dal lavoro di Italiano e dalla guida dei veterani

Involuzione pesante da analizzare con lucidità, non è solo una questione fisica. Il riscatto deve partire dal lavoro di Italiano e dalla guida dei veterani

Ph. Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)

Tempo di Lettura: 3 minuti

Bologna-Atalanta 0-2: solo note dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Dall’Ara.

L’involuzione totale – Non me l’aspettavo. E più che del risultato parlo della prestazione, sulla falsariga di San Siro, contro un avversario sì forte e in palla ma che ti ha letteralmente dominato. Ok le difficoltà, però davanti al pubblico del Dall’Ara era lecito attendersi quantomeno una reazione nervosa, invece il Bologna ha approcciato male e poteva andare in svantaggio già dopo pochi minuti. I due gol subiti, poi, sono emblematici del momento attuale: nessuna vittoria nelle ultime 6 partite, 3 sconfitte e un pareggio nelle ultime 4 in casa, 2 punti fatti su 18 disponibili. Complessità del calendario a parte, comincia ad essere un’involuzione pesante e bisogna analizzare con lucidità quello che stiamo vedendo, che non è ciò a cui eravamo abituati: c’è stato un cambio drastico, siamo passati da una squadra che contro chiunque faceva la voce grossa, palleggiava nella metà campo avversaria, concedeva poco e costruiva tanto, all’esatto contrario, perché adesso si fatica ad essere pericolosi davanti e si concede molto a livello difensivo. In sintesi, da bellissimi a bruttissimi, e non si può non essere preoccupati.

La sensazione di un gruppo svuotato – Beato chi ha certezze in merito a cosa sta accadendo, a mio avviso da fuori non si può andare oltre a ipotesi e opinioni. Da ex calciatore ho l’impressione che il BFC si sia proprio sgonfiato totalmente dopo la finale di Supercoppa persa, un appuntamento a cui i rossoblù erano arrivati piuttosto carichi dopo aver eliminato l’Inter. Qualche passo falso, vedi la sconfitta interna con la Cremonese, c’era stato anche prima, ma da lì in poi sembrano essere venute meno tutte le energie, non solo dentro ma anche attorno al gruppo. Sfilacciati, passivi, molli, confusi: un calo troppo drastico per pensare solo ad una questione fisica, di sicuro c’è qualcosa che tocca pure a livello psicologico. La fotografia del match di ieri è Ravaglia che cerca un compagno a cui servire il pallone e non trova nessuno, perché i compagni si nascondono e qualche rimbrotto dei tifosi se lo prende lui, incolpevole. E allora lancio lungo su Dallinga, che mi duole dirlo non tiene un pallone che sia uno. Dall’altra parte invece Krsticic, buon giocatore ma non esattamente un fenomeno, ha fatto ciò che ha voluto, facilitato dalla prova di Heggem e soprattutto Vitik.

Le contromisure di Italiano – Mi ricollego al punto precedente dicendo che comunque ora è inutile e controproducente massacrare questo o quel singolo. Lo scenario odierno chiama in causa ogni componente, dalla società ai giocatori, quelli che a mio avviso determinano più di tutti perché vanno in campo. Il principale responsabile dell’atteggiamento di una squadra, però, è l’allenatore, e siccome considero il nostro molto bravo mi aggrappo in primis a lui: Italiano e il suo staff devono trovare i motivi dell’attuale involuzione, che ha portato il Bologna dal rasentare la perfezione a Vigo al sembrare una squadra in lotta per la salvezza. Avendo appunto giocato so che purtroppo periodi del genere capitano: non bisogna deprimersi, nonostante adesso l’autostima e la fiducia siano ai minimi termini, ma analizzare nel dettaglio i problemi e lavorare sodo per risolverli al più presto.

Le difficoltà dei giovani (e il sostegno dei veterani) – Per me il Bologna ha qualità, altrimenti certe prestazioni top non sarebbero state nemmeno ipotizzabili, ma non disponendo di super campioni capaci di vincere le partite da soli ha basato la sua identità sull’energia, il coraggio, l’entusiasmo, l’alchimia, l’andare a mille all’ora, e una volta che alcune o addirittura tutte queste componenti ti vengono a mancare è normale che si spenga la luce. Visto che le gambe di qualche ragazzo iniziano a tremare e sembra che la palla scotti, come dicevo prima, credo che oggi sia necessario responsabilizzare i giocatori con più vissuto alle spalle, quelli con più sostanza, carisma e personalità. Il riscatto, oltre che dall’analisi e dai correttivi dell’allenatore, deve partire dal loro atteggiamento ed esempio, per poi trascinarsi dietro il resto della squadra. Sono convinto che gente come De Silvestri, Immobile, Ferguson, Freuler e Orsolini, senza dimenticare che abbiamo fuori Bernardeschi e Skorupski, non si tirerà indietro.

Pepè Anaclerio

© Riproduzione Riservata

Foto: bolognafc.it

Exit mobile version