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Bologna di una bellezza rara, Fiorentina annichilita 2-0 e ora a -5: apre Orsolini e chiude Odgaard, il Dall’Ara sogna la Champions

Bologna di una bellezza rara, Fiorentina annichilita 2-0 e ora a -5: apre Orsolini e chiude Odgaard, il Dall'Ara sogna la Champions

Ph. Getty Images

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Bologna a 39 punti, Fiorentina a 37, la zona Champions poco più su e una rivalità che va ben oltre la classifica: in un caldissimo Dall’Ara da 25 mila spettatori si recupera il derby dell’Appennino valido per la 21^ giornata di Serie A, coi due precedenti stagionali disputati al Franchi che sorridono ai viola (2-1 in campionato, 5-4 ai rigori in Coppa Italia). Motta, con tutta la rosa a disposizione eccetto il lungodegente Soumaoro, opta per un 4-2-3-1 con Ravaglia preferito a Skorupski tra i pali, Lucumí al fianco di Beukema in difesa al posto dell’acciaccato Calafiori (comunque in panchina), Aebischer di nuovo insieme a Freuler in mediana e l’intoccabile Zirkzee di punta, supportato ancora da Orsolini, Ferguson e Saelemaekers. Sul versante opposto Italiano, orfano dello squalificato Martinez Quarta, si schiera in modo speculare restituendo una maglia da titolare a Milenkovic nei quattro dietro, scegliendo la coppia Arthur-Mandragora a centrocampo e riproponendo in avanti il neo acquisto Belotti, reduce dal gol segnato al Frosinone.
La sfida è vivace fin dalle prime battute e si apre con un paio di occasioni per parte: al 6′ tiro sbilenco di Ikoné su assist di Bonaventura, all’8′ liscio col tacco di Zirkzee su splendida imbeccata di Saelemaekers, al 10′ conclusione in corsa di Nico Gonzalez sull’esterno della rete, e all’11’ staffilata di Orsolini che sibila a lato del palo. Il gol sembra nell’aria e al 12′ lo trovano i rossoblù, ancora con Orsolini: il numero 7 raccoglie una perfetta sventagliata di Ferguson, si invola verso la porta, sterza sul suo mancino eludendo il ritorno di Biraghi e con un piattone nell’angolino fa secco Terracciano. Gli ospiti non ci stanno e reagiscono subito, al 14′ con una rasoiata di Bonaventura dal limite deviata in corner da Ravaglia e al 23′ con una botta alta di Mandragora. Nel mezzo, gli uomini di Italiano protestano per un possibile tocco da rigore su Gonzalez, ma Chiffi ravvisa un fallo antecedente di Belotti e il VAR conferma.
Da lì in poi il BFC, grazie al suo impeccabile possesso palla (malgrado qualche errore, insolito, di Zirkzee), prende nettamente in mano la gara e si rende nuovamente pericoloso: al 25′ incursione di un imprendibile Saelemaekers, destro potente smanacciato da Terracciano e successiva ribattuta spedita alle stelle da Orsolini, e al 26′ sinistro di Zirkzee su filtrante del belga ex Milan che non inquadra il bersaglio. Dieci minuti dopo Posch si guadagna un’invitante punizione di cui si incarica Orsolini, che disegna una parabola beffarda e infila per la seconda volta Terracciano. Lo stesso difensore austriaco, in fuorigioco con un pezzetto di spalla, interviene però in maniera attiva sulla traiettoria, e così Chiffi e la sala VAR intervengono e annullano la rete. I padroni di casa continuano a premere ma non collezionano altre chance, andando quindi al riposo con un vantaggio di misura che gli sta piuttosto stretto.
L’inizio di ripresa è pressoché identico, con Ferguson che scalda subito i guantoni a Terracciano in diagonale. Al 6′ altra occasione enorme: Zirkzee a tu per tu col portiere lo scavalca con un ‘cucchiaino’ ma vede la sfera respinta quasi sulla linea da Kayode e Arthur, che sfiorano un goffo autogol. Ma non è finita, perché all’11’ Terracciano dice di no ad un tentativo ravvicinato di testa di Ferguson, al 13′ Kayode mura una sorta di rigore in movimento di Zirkzee, e al 19′ Ranieri salva tutto ancora sullo scozzese, stratosferico uomo ovunque. Attorno al quarto d’ora Freuler viene ammonito, giallo pesante da diffidato (niente Lazio), mentre al 19′ Beukema incorna la sfera sopra la traversa su corner di Orsolini. La Fiorentina, quasi stordita dalla manovra felsinea, batte un colpo al 24′ su punizione, con Ravaglia che si fa trovare prontissimo sulla velenosa stoccata di Biraghi, poi al 26′ è il solito Ferguson a provarci dalla distanza ma la mira non è delle migliori.
Italiano, che aveva già inserito Beltran per Bonaventura, prosegue affidandosi pure a Nzola, e al 31′ l’angolano va a qualche centimetro dall’incrocio inzuccando bene un traversone di Biraghi. Al 33′ anche Ikoné, col sinistro, non brilla per precisione, e intanto Motta dopo Fabbian (fuori Aebischer) dà spazio a Lykogiannis e Ndoye (in luogo di Orsolini e Saelemaekers). Al 38′ nuova opportunità per Zirkzee, che in area lavora il pallone alla sua maniera ma al momento del tiro lo spedisce sul fondo, quindi a ridosso del recupero Thiago opera gli ultimi due cambi: ecco Calafiori per Kristiansen e Odgaard per Zirkzee. Sia queste che le precedenti sostituzioni danno frutti succosi, perché prima Ndoye guadagna una rimessa dal fondo che vale oro, e sul ribaltamento di fronte Lykogiannis si invola sulla fascia e disegna un cross al bacio su cui si avventa Odgaard, che deposita nel sacco il 2-0 e chiude i conti, cancellando ogni velleità viola e ogni ansia.
Il danese, ennesima magata del d.t. Sartori, va a godersi sotto la Curva Andrea Costa il secondo bagno di folla nel giro di quattro giorni, e la gioia del Dall’Ara prosegue fino al triplice fischio di Chiffi, trasformandosi in delirio. Il Bologna vince per l’ennesima volta proponendo un calcio meraviglioso, di una bellezza rara, dominando i malcapitati avversari in lungo e in largo e dimostrandosi un gruppo straordinario, dove chiunque è in grado di aggiungere una tessera determinante al mosaico dell’artista che siede in panchina. Motta e i suoi ragazzi, adesso quarti assieme all’Atalanta e arrivati al decimo successo casalingo e al decimo clean sheet complessivo, stanno dando vita ad una stagione entusiasmante, tra le migliori non solo degli anni recenti ma dell’intera storia rossoblù. Una storia che proseguirà domenica sul campo della Lazio, con la consapevolezza che la strada è ancora lunga ma che l’Europa, magari addirittura la Champions League, non è più un sogno dai contorni vaghi ma un obiettivo concreto, alla portata di una squadra che oggi lo tiene tra le sue mani con pieno merito.

BOLOGNA-FIORENTINA 2-0

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Posch, Beukema, Lucumí, Kristiansen (43′ st Calafiori); Aebischer (25′ st Fabbian), Freuler; Orsolini (34′ st Lykogiannis), Ferguson, Saelemaekers (34′ st Ndoye); Zirkzee (43′ st Odgaard).
A disp.: Bagnolini, Skorupski, Corazza, De Silvestri, Ilic, El Azzouzi, Moro, Urbanski, Karlsson.
All.: Motta

FIORENTINA (4-2-3-1): Terracciano; Kayode, Milenkovic, Ranieri, Biraghi; Arthur (38′ st M. Lopez), Mandragora (38′ st Duncan); Ikoné, Bonaventura (11′ st Beltran), N. Gonzalez (26′ st Nzola); Belotti.
A disp.: Martinelli, Vannucchi, Comuzzo, Faraoni, Parisi, Barak, Infantino, Sottil.
All.: Italiano

Arbitro: Chiffi di Padova
Ammoniti: 34′ pt N. Gonzalez (F), 14′ st Freuler (F), 47′ st Posch (B), 47′ st Biraghi (F), 52′ st Beltran (F)
Espulsi:
Marcatori: 12′ pt Orsolini (B), 50′ st Odgaard (B)
Recupero: 5′ pt, 5′ st
Note: 25.684 spettatori (di cui 14.271 abbonati)

Simone Minghinelli

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Foto: Getty Images (via OneFootball)