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Bologna, un brutto passo indietro: al Dall’Ara il Milan si impone 3-2

Bologna, un brutto passo indietro: al Dall'Ara il Milan si impone 3-2

Ph. Damiano Fiorentini

Tempo di Lettura: 3 minuti

Due squadre in ripresa ma ancora convalescenti, obiettivi non così diversi, tanta voglia di trovare finalmente continuità e serenità: la 15^ giornata di Serie A si chiude al Dall’Ara con Bologna-Milan, tra gli ex del passato e le speranze del futuro. Mihajlovic c’è e lancia dal primo minuto Schouten in mediana e Skov Olsen in attacco, affidandosi di nuovo a Denswil come terzino sinistro (Dijks e Krejci infortunati), a capitan Dzemaili sulla trequarti e all’eterno Palacio di punta nell’ormai consueto 4-2-3-1. Sul versante opposto Pioli rinnova la fiducia a Piatek in avanti, Conti sulla corsia di destra e Bennacer in cabina di regia, proseguendo nel solco del 4-3-3. La Curva Andrea Costa, gremita e caldissima, applaude il suo allenatore e omaggia il grande Franco Janich, scomparso lunedì, con lo striscione «Ciao Armèri».
Rossoblù molto aggressivi in avvio, con Skov Olsen che recupera un paio di ottimi palloni e al 2’ chiama in causa Donnarumma con una rasoiata mancina troppo centrale. Col passare dei minuti, però, anche il pressing milanista sale d’intensità, e al 13’ manda in tilt Tomiyasu: brutta palla persa dal giapponese, Piatek si invola in area e Bani lo sfiora quel tanto che basta per farlo cadere. L’arbitro Chiffi concede il rigore, e dal dischetto il redivivo Piatek trasforma spiazzando il connazionale Skorupski. A quel punto gli ospiti prendono in mano le redini della gara, alzando la qualità del palleggio e arrivando spesso sulla trequarti avversaria: al 27’ Calhanoglu ci prova col mancino dal limite ma non inquadra il bersaglio, quindi al 32’ Suso inventa un gran filtrante per Theo Hernandez, che taglia in due la difesa felsinea e batte Skorupski da sottomisura. Dzemaili e compagni appaiono molli e confusi, Mihajlovic è una furia e solo un episodio sembra poter riaprire i giochi. Episodio che fortunatamente nasce al 40’, quando Hernandez devia di testa nella propria porta un angolo di Sansone e manda le squadre all’intervallo sull’1-2.
Ad inizio ripresa Sinisa sostituisce Schouten con Svanberg, ma neanche il tempo di riorganizzarsi e i rossoneri calano il tris: fuga di Piatek sulla destra, cross nel mezzo, pessimo rinvio di Tomiyasu sui piedi di Bonaventura e splendido sinistro a giro nel sacco. Una timida reazione dei rossoblù arriva al 5’ con una botta di Poli da posizione defilata che impegna Donnarumma, per il resto la squadra di Pioli controlla senza particolari affanni il match e anzi, al 12’ va ad un passo dalla quarta rete con una bella volée di Calhanoglu smanacciata da Skorupski. Dentro allora anche Santander per Dzemaili, nella speranza di aumentare la pericolosità offensiva, e qualcosina si muove: al 18’ Sansone sfiora la traversa con una staffilata da oltre venti metri, poi al 20’ Skov Olsen chiude un rapido contropiede calciando docilmente fra le braccia di Donnarumma.
A circa dieci dalla fine Mihajlovic tenta allora la carta Orsolini, che al 38’ viene spinto in area da Theo Hernandez e si conquista (dopo on field review, perché inizialmente Chiffi aveva fatto proseguire) il penalty del possibile 2-3, realizzato qualche istante più tardi da Sansone. Il tempo di recupero è corposo e il Bologna, galvanizzato e spinto dal suo pubblico, tenta il tutto per tutto: la foga, però, prevale sulla lucidità, e così i tanti palloni gettati in avanti alla rinfusa diventano facile preda di Donnarumma o della retroguardia ospite. In un paio di circostanze il Milan riesce anche a ripartire, con Castillejo ed Hernandez che mettono i brividi a Skorupski a ridosso del triplice fischio, quello che sancisce la terza sconfitta casalinga stagionale dei felsinei, la settima in totale. Niente continuità e niente salto di qualità, anzi, un deciso passo indietro nella strada verso la parte sinistra della classifica. I nuovi orizzonti possono attendere, c’è ancora tanto da lavorare per correggere i soliti ‒ evitabili ‒ errori e ritrovare quella fame, quella compattezza e quella verve che lo scorso maggio erano valse un esaltante decimo posto.

BOLOGNA-MILAN 2-3

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Tomiyasu, Bani, Danilo, Denswil; Schouten (1’ st Svanberg), Poli; Skov Olsen (33’ st Orsolini), Dzemaili (19’ st Santander), Sansone; Palacio.
A disp.: Da Costa, Molla, Sarr, Corbo, Mbaye, Paz, Destro, Juwara.
All.: Mihajlovic

MILAN (4-3-3): Donnarumma G.; Conti, Musacchio, Romagnoli, T. Hernandez; Kessie, Bennacer (25’ st Biglia), Bonaventura (33’ st Paquetá); Suso, Piatek, Calhanoglu (40’ st Castillejo).
A disp.: Donnarumma A., Reina, Calabria, Gabbia, R. Rodriguez, Krunic, Borini, R. Leao, Rebic.
All.: Pioli

Arbitro: Chiffi di Padova
Ammoniti: 13’ pt Bani (B), 21’ pt Bennacer (M), 29’ st Tomiyasu (B), 32’ st Palacio (B), 36’ st Santander (B), 38’ st Romagnoli (M)
Espulsi:
Marcatori: 14’ pt rig. Piatek (M), 32’ pt T. Hernandez (M), 40’ pt aut. T. Hernandez (B), 1’ st Bonaventura (M), 39’ st rig. Sansone (B)
Recupero: 0’ pt, 5’ st
Note: 23.707 spettatori (di cui 15.375 abbonati)

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Simone Minghinelli

Foto: Damiano Fiorentini