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Con Palladino è un altro Bologna: i rossoblù fanno la voce grossa a San Siro, tripletta da sogno per Mbangula e Milan piegato 4-2

Con Palladino è un altro Bologna: i rossoblù fanno la voce grossa a San Siro, tripletta da sogno per Mbangula e Milan piegato 4-2

Ph. Marco Luzzani/Getty Images (via OneFootball)

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Reduce dal prezioso successo di Cagliari e con una classifica non ancora gradevole ma un po’ meno preoccupante, il Bologna si presenta a San Siro per sfidare un Milan che dopo aver espugnato Udine punta a trovare continuità e rientrare fra le prime quattro della Serie A. Palladino, oltre al lungodegente Holm, deve però fare sempre a meno di Orsolini e Piccoli, a cui si sono aggiunti De Silvestri ed Enem: nell’ormai consueto 3-4-3 il turnover in vista del match di sabato contro il Monza è minimo, con Alhassane che prende il posto di Miranda e Mbangula, sempre sulla fascia sinistra, quello di Cambiaghi, mentre la conferma più significativa risiede in Odgaard nel ruolo di punta. Non se la passa meglio Amorim, privo di otto elementi tra cui Diego Moreira, Gila e Rabiot: 4-4-2 il modulo scelto, con Hutchinson e Bartesaghi esterni di centrocampo e il 2006 Cisse al fianco di Gonçalo Ramos in attacco. A proposito di giovani talenti italiani, da segnalare nel BFC la prima convocazione per il 2007 Lo Monaco, jolly offensivo fiore all’occhiello della formazione Primavera.

I rossoblù iniziano bene e dopo qualche secondo liberano al tiro dal limite dell’area Pobega, la cui rasoiata di destro è però troppo centrale per impensierire Maignan. La risposta rossonera arriva al 4′, quando Cisse e Bartesaghi dialogano bene e un velenoso cross basso di quest’ultimo viene murato in corner da Darmian. Ospiti di nuovo pericolosi al 6′, prima con una discesa perentoria di Zortea chiusa da un invitante assist su cui Odgaard non arriva per un soffio, poi con un tentativo a fil di palo di Mbangula dai venti metri. Proprio Zortea e Mbangula, all’8′, sono anche i protagonisti del vantaggio bolognese: uno-due di qualità fra Pobega e Zortea, il laterale arriva ancora sul fondo e piazza la sfera a rimorchio per l’ala belga, che di piatto insacca senza problemi. È un vantaggio meritato che però i felsinei dilapidano in un battito di ciglia, e in maniera irritante: al 14′ Theate cincischia sull’out mancino col pallone tra i piedi, si fa aggredire da Hutchinson e ne nasce una carambola che favorisce Cisse, il cui comodo tap-in vale l’1-1.

Dopo una fase di sostanziale equilibrio, al 25′ Bernardeschi prova a riaccendere una scintilla sul versante emiliano, ma la sua scorribanda sulla fascia destra si chiude con un tocco nel mezzo neutralizzato in extremis da Musah. Due minuti più tardi il Diavolo si riporta in avanti e, favorito da un atteggiamento rivedibile dei rossoblù, trova il vantaggio: spunto di Hutchinson con Theate che fatica ad arginarlo, la palla vaga in area ma Pobega sonnecchia e il primo ad arrivarci è Tomori, che la piazza sul secondo palo per un’altra zampata a porta sguarnita di Cisse. Il Bologna si lecca le ferite e al 32′ rischia pure su uno scatto in profondità di Bartesaghi, che brucia Darmian ma viene arginato da Skorupski. Al 41′ Jashari si affida alla soluzione dalla distanza ma la mira è larga, mentre in un paio di circostanze Odgaard non riesce a sbarazzarsi della ruvida marcatura di Pavlovic, che non gli concede il tiro. Si va così al riposo sul 2-1 e, al di là di un Milan in crescendo sul piano del ritmo e della manovra, il Bologna deve recriminare soprattutto con se stesso.

La ripresa comincia con un cambio di Amorim: Modric rileva Tomori, vittima di un risentimento muscolare, e Musah si abbassa in difesa. Come nella prima frazione l’approccio migliore è quello degli ospiti: al 5′ Pavlovic vince l’ennesimo duello con Odgaard anticipandolo su un pregevole cross basso di Bernardeschi, poi sul corner conseguente il danese stacca di testa indisturbato ma ‘citofona’ a Maignan. Il copione si sviluppa in modo simile al 12′, quando il numero 10 disegna uno splendido assist il 21 in spaccata non è preciso nell’inquadrare lo specchio. Al 14′, un po’ a sorpresa, Palladino sostituisce proprio ‘Berna’, il più vivace, per far spazio a Cambiaghi, mentre Vitik e Miranda prendono il posto di Darmian e Alhassane. L’esterno della Nazionale si guadagna subito una gustosa punizione dal limite, Miranda scodella la sfera al centro e Bartesaghi,  con una sfortunata deviazione di tacco nella sua porta, sigla il 2-2. Ma non è finita, perché al 17′ uno scatenato Miranda sfonda sulla sinistra, serve sul dischetto del rigore Mbangula e il belga, dopo aver messo a sedere Diawara, inchioda il 3-2 felsineo.

Amorim, colpito a freddo, si gioca la carta Camarda per Bartesaghi (mentre il BFC inserisce Helland in luogo di Casale), ma alla mezzora dopo un recupero alto di Vitik è Cambiaghi a sfiorare il poker con un mancino a pelo d’erba che esce di nulla. Al 38′, effettivamente, Camarda va a centimetri dal riaprire il match con un’incornata su traversone teso di Cisse di che fa la barba al palo, ma al 41′ i felsinei chiudono i conti: Odgaard viene servito coi tempi giusti da Pobega ed elude l’offside, entra in area e serve all’onnipresente Mbangula il pallone del 4-2, che il buon Samuel deposita alle spalle di Maignan tramite un delicato tocco sotto. Tripletta da sogno e fischi copiosi del Meazza. Al 45′ c’è tempo per una super parata di Skorupski su un altro colpo di testa, stavolta di Pulisic su imbeccata di Musah, ma è troppo tardi per mettere in discussione la netta e meritata vittoria (che nella Milano rossonera mancava dal 2016) di un Bologna che nel secondo tempo ha svoltato, smettendo di fare regali e andando a colpire gli avversari con fame e qualità. Più in generale, non si può non sottolineare come questa svolta positiva sia coincisa col cambio di allenatore: 10 punti in 5 partite per Palladino, che di settimana in settimana sta imprimendo sempre di più la sua impronta sulla squadra. Pur nella consapevolezza che c’è ancora parecchio lavoro da fare per migliorare e mettere tanti altri punti in cascina, è già un bell’andare.

MILAN-BOLOGNA 2-4

MILAN (4-4-2): Maignan; Tomori (1′ st Modric), De Winter, Pavlovic, Estupiñan (13′ st Diawara); Hutchinson (13′ st Pulisic), Musah, Jashari, Bartesaghi (18′ st Camarda); Cisse, G. Ramos (42′ st Comotto).
A disp.: Bouyer, Torriani, Cissé, Perera, Terracciano, Vladimirov, Ossola, Vos.
All.: Amorim

BOLOGNA (3-4-3): Skorupski; Darmian (14′ st Vitik), Casale (33′ st Helland), Theate (25′ st Heggem); Zortea, Ferguson, Pobega, Alhassane (14′ st Miranda); Bernardeschi (14′ st Cambiaghi), Odgaard, Mbangula.
A disp.: Happonen, Pessina, Amondarain, El Azzouzi, Libra, Moro, Dovbyk, Lo Monaco.
All.: Palladino

Arbitro: Sacchi di Macerata (VAR Giua, AVAR Paterna)
Ammoniti: 31′ st Pobega (B), 39′ st Heggem (B)
Espulsi: –
Marcatori: 8′ pt, 17′, 41′ st Mbangula (B), 14′, 27′ pt Cisse (M), 15′ st aut. Bartesaghi (M)
Recupero: 1′ pt, 3′ st

Simone Minghinelli

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Foto: Marco Luzzani/Getty Images (via OneFootball)

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