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Una vittoria per Mihajlovic e alla Mihajlovic: il Bologna sbanca Napoli 2-1 con Skov Olsen e Sansone

Rassegna stampa 24/07/2020

Ph. Getty Images

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Sinisa è tornato, Sinisa ha parlato, ora sta alla squadra rispondere sul campo con i fatti. Napoli, stadio San Paolo, il Bologna riparte da qui dopo aver riabbracciato il suo condottiero, che venerdì si è asciugato le ultime lacrime rimaste e ha subito suonato la carica. Per Mihajlovic consueto 4-2-3-1 ma con qualche novità, a cominciare da Denswil schierato terzino sinistro al posto di Krejci. Difesa completata dai rientranti Bani e Danilo e da Tomiyasu, che si riprende la fascia destra, mentre a guidare l’attacco c’è ancora l’eterno Palacio, supportato da Orsolini, Dzemaili e Sansone. Sul versante opposto, invece, Ancelotti cambia modulo e passa al 4-3-3, con Zielinski in cabina di regia e la coppia Lozano-Insigne ai lati di Llorente in avanti.
La prima occasione del match capita al 3’ sul piede di Sansone, ma il diagonale del numero 10 viene bloccato da Ospina, poi all’11’ Fabian Ruiz non inquadra il bersaglio da posizione favorevole. Nuova folata partenopea al 14’, con Insigne che viene servito bene sulla corsa da Lozano ma spara alto di sinistro, mentre al 17’ il messicano si vede annullare una perentoria staffilata sotto l’incrocio per posizione di offside. La partita prosegue su ritmi piuttosto bassi, con entrambe le squadre a palleggiare in maniera ordinata senza scoprirsi troppo, e i rossoblù rispondono colpo su colpo: al 24’ tiro debole di Palacio controllato da Ospina, e al 32’ splendida rovesciata di capitan Dzemaili dopo un rimpallo in area che termina fuori di un soffio. A ridosso dell’intervallo, però, è ancora il Napoli a rendersi pericoloso, trovando anche il gol del vantaggio al 41’: percussione inarrestabile di Insigne, rasoiata velenosa che passa tra le gambe di Danilo, respinta laterale ma corta di Skorupski e tap-in vincente di Llorente, che brucia sul tempo i difensori felsinei. Al 43’, poi, serve un super Skorupski per negare il 2-0 da sottomisura al centravanti spagnolo, ben imbeccato da Koulibaly. Si va così al riposo con i padroni di casa avanti di misura.
La ripresa si apre con Skov Olsen al posto di un opaco Orsolini e con una provvidenziale chiusura di Di Lorenzo proprio sul danese. Dall’altra parte è ancora Insigne a impegnare Skorupski dalla distanza, anche se l’azione azzurra era nata da un netto fallo su Poli non sanzionato, quindi al 12’ una botta di Llorente viene sporcata involontariamente sul fondo dallo stesso Insigne. Passa un minuto e il Bologna pareggia: cross dall’out mancino di Sansone, Koulibaly rinvia di testa ma Skov Olsen è il più lesto di tutti ad avventarsi sulla sfera e a buttarla nel sacco, realizzando la sua prima rete italiana. Al 21’ gli ospiti sfiorano anche il raddoppio, ma la conclusione di Sansone su assist di Dzemaili (un duetto che si ripeterà a fine gara con esito diverso) viene addomesticata tra le braccia di Ospina dal costato di Manolas.
Ancelotti, visto il momento di difficoltà, inserisce Mertens per Elmas e passa ad una sorta di 4-2-4, e il belga si fa subito vedere con una stoccata dai venti metri che sibila vicino al palo. I ritmi salgono e le emozioni fioccano: al 26’ tiro di Sansone su traversone di Skov Olsen che esce di pochissimo, al 28’ sassata di Ruiz con il medesimo esito, ma soprattutto al 33’ rigore in movimento clamorosamente fallito da Mertens, ben servito da Lozano. Al 30’, intanto, il già ammonito Koulibaly era entrato malissimo su Svanberg (fuori Medel al 17’), senza ricevere il secondo giallo. L’ultimo quarto d’ora è vibrante, i rossoblù crescono ancora e tornano ad incarnare al 100% lo spirito del loro allenatore, andandosi a prendere i tre punti al 35’: perfetta combinazione nello stretto tra un ottimo Dzemaili e Sansone, che si presenta solo davanti al portiere e lo fredda senza pietà. Il Napoli protesta per un presunto fallo di Sansone su Maksimovic (non rilevato né dall’arbitro Pasqua né dal VAR), poi si getta a capofitto alla ricerca del 2-2, e al 48’ Llorente spreca una ghiotta chance incornando fra le braccia di Skorupski un preciso cross proprio del difensore serbo.
Finita? Neanche per sogno, perché al 49’ il colosso ex Juventus e Tottenham raccoglie un lancio dalle retrovie di Koulibaly, liberandosi in maniera fin troppo vigorosa di Danilo, e segna il pareggio, ma anche questo gol viene annullato per posizione di fuorigioco. E allora vince il Bologna, con forza, con lucidità, con attributi, con idee, e nel complesso anche con merito, contro un’avversaria sulla carta più forte che però Dzemaili e compagni sono riusciti a mandare fuori giri prima attraverso l’ordine e la compattezza, poi grazie a quel coraggio, quella sfrontatezza e quella personalità che tanto piacciono a Mihajlovic. Già, Mihajlovic, che è tornato, che ha parlato, e che insieme ai suoi ragazzi ha trionfato. Il successo del San Paolo è una boccata d’aria fresca, non importante come quella respirata da Sinisa all’uscita dal Sant’Orsola ma senza dubbio fondamentale per dare nuova vita al campionato dei rossoblù.

NAPOLI-BOLOGNA 1-2

NAPOLI (4-3-3): Ospina; Maksimovic, Manolas, Koulibaly, Di Lorenzo; F. Ruiz, Zielinski, Elmas (20’ st Mertens); Lozano (37’ st Younes), Llorente, Insigne.
A disp.: Karnezis, Meret, Hysaj, Luperto, M. Rui, Gaetano, Callejon.
All.: Ancelotti

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Tomiyasu, Danilo, Bani, Denswil; Medel (17’ st Svanberg), Poli; Orsolini (1’ st Skov Olsen), Dzemaili, Sansone; Palacio (39’ st Destro).
A disp.: Da Costa, Sarr, Corbo, Krejci, Mbaye, Paz, Schouten, Juwara.
All.: Mihajlovic (De Leo e Tanjga in panchina)

Arbitro: Pasqua di Tivoli
Ammoniti: 37’ pt Medel (B), 37’ pt Koulibaly (N), 10’ st Poli (B), 16’ st Denswil (B), 48’ st Destro (B), 50′ st Dzemaili (B)
Espulsi:
Marcatori: 41’ pt Llorente (N), 13’ st Skov Olsen (B), 35’ st Sansone (B)
Recupero: 0’ pt, 5’ st 

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