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È ricomparso il Bologna, a Roma sarà una sfida ad armi pari. Incantevole il talento di Bernardeschi e Rowe, gara da capitano vero di Ferguson, Joao Mario non ha ragionato da difensore

È ricomparso il Bologna, a Roma sarà una sfida ad armi pari. Incantevole il talento di Bernardeschi e Rowe, gara da capitano vero di Ferguson, Joao Mario non ha ragionato da difensore

Giuseppe Maffia/NurPhoto/Getty Images (via OneFootball)

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Bologna-Roma 1-1: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Dall’Ara.

PRO

La qualificazione apertissima – Sono contento di quello che ho ammirato ieri e non sono d’accordo con chi sostiene che questa Roma, piena di assenze importanti, fosse un’avversaria da battere. Voglio dire, quattro giorni prima i ragazzi di Italiano avevano perso contro il fanalino di coda Verona. E comunque ieri non si è vinto, è vero, ma io ho rivisto il vero Bologna, e per me questo vale tantissimo. L’obiettivo era questo, fare una partita che desse fiducia e mantenere aperto ogni discorso. E se è vero che il ritorno sarà nel difficile clima dell’Olimpico, lo è altrettanto che il BFC negli ultimi mesi ha fatto meglio in trasferta che in casa. Tutto è ancora possibile, la squadra se la può giocare e al ritorno non vedo i giallorossi così tanto favoriti solo perché avranno il pubblico a favore.

I buoni segnali in vista dello sprint finale – Se anche il Bologna non dovesse passare il turno di Europa League, non è vero che la stagione sarebbe finita: bisognerebbe ancora onorare il campionato, giocando sempre con l’idea di vincere più partite possibili e arrivare quantomeno nelle prime otto per evitare i primi turni della Coppa Italia 2026-2027 e migliorare il piazzamento di un anno fa. Anche per questo il buonissimo atteggiamento visto ieri mi fa ben sperare per il rush finale, perché se malauguratamente non si giocasse più in Europa ci sarebbe ancora qualcosa in ballo, e la squadra ha dimostrato di avere i mezzi e le qualità per centrare l’obiettivo.

Il mix di qualità e solidità – Nell’ultimo periodo Lucumí e Rowe hanno trascinato la squadra, e anche ieri sera si sono riconfermati in grande forma: la giocata che l’inglese ha sfoderato nell’azione del gol è stata incredibile, ha messo in luce tutte le qualità e l’intelligenza del ragazzo. Mi è piaciuto moltissimo anche Bernardeschi, veramente in grande spolvero. Secondo me Federico potrebbe fare anche l’interno di centrocampo, lì dove Odgaard invece fatica, oppure il sottopunta: è un giocatore totale dal talento clamoroso, e contro la Roma ha mostrato tutte le sue qualità. Merita poi una menzione Castro, perché ha disputato un match di grande sacrificio ed è anche stato penalizzato da alcune scelte dell’arbitro, che troppe volte non ha punito le trattenute e la difesa rude di Ndicka. Casale ha fatto una buona gara, anche perché dover stare sulle tracce di Malen non è facile per nessuno, e Vitik è entrato bene sfiorando persino il gol. Infine ho visto in crescita capitan Ferguson, che è tornato ad offrire una prestazione importante di cui ha beneficiato tutto il collettivo.

CONTRO

Il gol incassato – Su quel campanile Joao Mario non ha ragionato da difensore, e considerando le sue caratteristiche non sono stupito: un difensore puro quel pallone l’avrebbe allontanato di testa e ora magari parleremmo di una vittoria del Bologna, perché a mio avviso il pareggio sta davvero stretto agli uomini di Italiano.

I singoli non convincenti – Sembra sempre che Freuler non sia criticabile, ma a mio avviso la sua prova di ieri non si è discostata granché da quelle insufficienti delle ultime settimane: viene considerato un giocatore insostituibile, ed effettivamente lo è quando la condizione fisica lo sorregge, ma al momento a mio avviso è in netta difficoltà. Anche Miranda ha commesso qualche errore di troppo, facendo arrabbiare lo stesso Italiano, e non mi è piaciuto come è entrato Cambiaghi: la differenza di ritmo rispetto a Rowe è stata evidente. L’ex Empoli pare essersi spento, ma non puoi spegnerti a 25 anni con ancora tanto da dimostrare: deve fare molto di più se vuole riprendersi una maglia da titolare. Ultimo, ma non per importanza, Pobega: ha dato il suo solito contributo in termini di corsa ma ha sbagliato tanto, soprattutto davanti alla porta, non facendosi trovare pronto né di testa né a tu per tu con Svilar.

Pepè Anaclerio

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Foto: Giuseppe Maffia/NurPhoto/Getty Images (via OneFootball)

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