Hellas Verona-Bologna 2-3: ecco le note liete e quelle dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Bentegodi.
PRO
La vittoria più netta di quanto non dica il risultato – Vorrei cominciare ricordando che ieri il Bologna ha vinto. Non sembra, a giudicare da alcuni commenti letti e sentiti in queste ore… Il successo mancava da un bel po’, e ci può stare che quando una squadra sta per tornare alla vittoria si faccia venire il ‘braccino’. Ieri era fondamentale ottenere i tre punti ed è successo, sul 2-3 si è corso un grosso spavento ma è stato anche l’unico della partita, perché i due gol veronesi sono stati episodici e frutto di errori dei rossoblù più che della bravura avversaria.
Il ritorno nella corsa europea – In un momento non facile della stagione, prendere un gol a freddo con un contropiede del genere poteva rappresentare una mazzata, ma il Bologna ha reagito benissimo segnando tre reti in un tempo, una più bella dell’altro. Più in generale, pareggiare o addirittura perdere questa gara sarebbe stato un colpo da k.o. per una squadra che, usando le parole di Italiano, era finita in un angolo del ring. Il suo gruppo invece ha tenuto botta, ribaltando il risultato e conquistando tre punti preziosissimi in ottica Europa. La classifica è migliorata e soprattutto inizia a delinearsi: ci sono cinque squadre più forti che lotteranno per la Champions, e altre quattro che si daranno battaglia per le altre due coppe.
I tanti singoli sugli scudi – Orsolini è tornato a bussare alla telecamera inventandosi un gol meraviglioso in un momento delicato. Castro ha offerto una prova enorme impreziosita dalla gemma del 3-1, e Odgaard ha mostrato di nuovo le qualità che può esprimere quando sta bene. Heggem ha fatto una partita splendida, costretto agli straordinari dalla serata no di Vitik e di Holm, e Miranda ha confermato di avere un gran piede e di star lavorando tanto per migliorarsi in fase difensiva. Ho apprezzato parecchio la prestazione di Dominguez, l’ho rivisto con la gamba pronta per saltare l’uomo e l’atteggiamento giusto: ottima notizia, perché ci sarà bisogno anche di lui nella seconda parte di stagione. Ravaglia? Il ‘problema’ esiste, ma per Italiano: Skorupski prima dell’infortunio era avanti nelle gerarchie, ma Federico si sta mostrando affidabilissimo e ne è la riprova il fatto che il mister ieri lo abbia comunque confermato nonostante Lukasz sia tornato disponibile. Coi piedi, poi, sembra un trequartista, quindi adesso non sarà per niente facile scegliere chi tenere in panchina.
La trazione offensiva – Nell’ultimo mese si è ripetuto che la soluzione alla crisi sarebbe stata quella di sacrificare un uomo offensivo e aggiungere un centrocampista, perché la squadra non riusciva a reggere i quattro giocatori là davanti. Già nel post Como mi ero espresso a riguardo, sottolineando come in realtà Italiano avesse spesso giocato col 4-3-3, ma oggi aggiungo che il Bologna a Verona è tornato a vincere col 4-2-3-1, modulo con cui secondo me riesce a coprire meglio il campo e che ieri ha funzionato benissimo.
L’applicazione di Immobile – Vorrei spezzare una lancia a favore di Ciro, che non è nemmeno molto fortunato. Ieri il Verona ha accorciato le distante poco dopo il suo ingresso, così come l’Atalanta aveva raddoppiato mentre lui metteva piede in campo, e a Como era entrato col Bologna in inferiorità numerica. Sta faticando a ritrovare la condizione, è vero, ma a me piace anche sottolineare l’umiltà che sta avendo, perché non dobbiamo mai dimenticarci che il suo è un nome importante. Sicuramente gli farebbe piacere partire da titolare ma non lo sta facendo pesare, spendendosi al meglio delle sue attuali possibilità nei ritagli di partita che ha a disposizione.
CONTRO
La catena di errori sui gol subiti – Le reti realizzate dal Verona sono frutto innanzitutto di errori sulle marcature preventive, perché in entrambi i casi il Bologna stava beneficiando di un calcio piazzato a favore e si è fatto sorprendere in ripartenza. Saltate le preventive, andava subito speso un fallo a centrocampo, anche a costo di farsi ammonire: è mancato anche questo, e a quel punto sono stati commessi errori sia da Holm che da Freuler, i quali hanno scelto di riempire l’area lasciando entrambe le volte Orban troppo libero.
La difesa al 50% – In una giornata complessivamente positiva, Vitik e Holm hanno faticato tanto, troppo. Il ceco ha sofferto varie volte la velocità degli avversari, mentre lo svedese alterna partite strabilianti a uscite in cui appare irriconoscibile.
Pepè Anaclerio
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Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)
