Bologna-Cagliari 0-0: solo note dolenti in casa rossoblù relativamente al match disputato ieri al Dall’Ara.
Il finale deprimente – Se si considerano le occasioni create, la vittoria l’avrebbe meritata il Cagliari. Basterebbe questo per raccontare che partita abbiamo visto, ma d’altronde era già evidente dalle gare precedenti che la squadra avesse staccato la spina. Persino alla società è sembrato importare poco della Conference League, visto che nelle recenti dichiarazioni si è sempre fatto riferimento all’ottavo posto e mai al settimo. Il risultato conseguente è una mestizia che rischia di essere l’antipasto di una bella frittata, perché di questo passo il Bologna potrebbe chiudere addirittura undicesimo.
Il film già visto – La comunicazione che Italiano sta avendo nelle ultime settimane mi ricorda sinistramente quella di due anni fa di Motta o addirittura il tira e molla che ci fu con Donadoni, trattenuto non senza difficoltà quando arrivarono le sirene della Nazionale. Sembra che oggi a Italiano il BFC stia un po’ stretto, e che se non gli verrà costruita la rosa che vuole potrebbe decidere di andarsene. Questo ritornello secondo cui mister e società «si incontreranno e discuteranno» sta diventando stucchevole: il Bologna è una grande squadra, non sarà tra le top d’Europa ma merita rispetto. È fastidioso che ciclicamente si arrivi sempre al punto in cui l’allenatore evochi la possibilità di salutare, tra l’altro rivendicando ogni volta gli obiettivi centrati come se in nome di essi non lo si potesse criticare per un eventuale addio. Vorrei non vivere più situazioni così, e qualora si verificassero mi piacerebbe che la società mettesse alla porta chi vuole cambiare aria, senza preghiere né compromessi.
La stagione eccessivamente incensata – Le rivendicazioni del mister mi indispettiscono ancora di più se penso alla stagione del Bologna. Dopo essere partita forte, la squadra ha avuto una flessione importante, e ora sta terminando il campionato in maniera pessima. In Europa è stato portato avanti un buon cammino, certo, ma nulla di miracoloso: tra Bologna e Roma non c’era questa gigantesca differenza di valori, poi è arrivata l’eliminazione contro un Aston Villa sì superiore ma non a tal punto da giustificare sei gol di scarto fra andata e ritorno. Bene, quindi, ma nulla di straordinario: lo spazio per arrivare ad avere delle pretese io non lo vedo.
La gestione del gruppo – Uno dei rammarichi maggiori è che la situazione descritta nei punti precedenti ha portato a parlare sempre meno di campo, eppure di questioni da affrontare ce ne sarebbero parecchie anche solo restando sulla partita di ieri. Bernardeschi è diventato intoccabile e insostituibile, anche quando offre prestazioni mediocri come quella di ieri, e mi tocca pure sentire delle critiche per come è entrato Orsolini: credo che se a questo punto della stagione ‘Orso’ si fosse rotto le scatole circa la gestione del suo minutaggio, non avrebbe tutti i torti. Bernardeschi veniva da un infortunio e sembrava che per questa stagione non lo si sarebbe più rivisto, Orsolini sta bene eppure fra i due è stato il primo a partire titolare: scelta che non ha il minimo senso e che rischia di incidere pesantemente sul morale del numero 7. Freuler poi continua a giocare novanta minuti pur essendo lontanissimo dalla sua miglior versione, siamo arrivati al punto in cui fatica a gestire il pallone. E infine una domanda: Pobega che fine ha fatto, è sparito?
Pepè Anaclerio
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Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)
