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La tragica scomparsa di De Miguel e la tempesta d’odio su Owono: fino a che punto può spingersi la malignità del genere umano?

La tragica scomparsa di De Miguel e la tempesta d'odio su Owono: fino a che punto può spingersi la malignità del genere umano?

Ph. Pablo Blazquez Dominguez/Getty Images (via OneFootball)

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In queste ultime ore ha fatto il giro del mondo la notizia della tragica scomparsa di Jesus de Miguel, attaccante spagnolo del Tenerife deceduto a seguito di un durissimo scontro di gioco con Jesus Owono, portiere equatoguineano dell’Andorra. Un episodio più unico che raro nel mondo del calcio, considerando che a memoria non si ricordano decessi collegati a contrasti di gioco, anche se nel passato più o meno recente non sono mancati episodi simili, fortunatamente con esito diverso.

Al di là del tremendo dolore provocato dall’assurda morte di un ragazzo di trent’anni, e del rispettoso silenzio che adesso insieme all’affetto dovrebbe circondare la sua famiglia e la sua squadra, viene ancora una volta da chiedersi fino a che punto possa spingersi la malignità del genere umano. Scoordinato e sconsiderato l’intervento dell’estremo difensore, che peraltro come da prassi spagnola è stato subito indagato per omicidio colposo lieve, ma davvero qualcuno ha il coraggio di credere che si sia fiondato volontariamente in quel modo sul malcapitato centravanti?

Domanda stupida. Evidentemente sì, stando alle migliaia di messaggi che hanno inondato il profilo Instagram di Owono, che nelle ultime ore aveva postato un toccante messaggio di cordoglio, dichiarandosi comprensibilmente devastato per l’accaduto: insulti (molti di stampo razzista, tanto per non farsi mancare nulla), minacce, auguri di morte e chi più ne ha più ne metta. Auspicando che almeno qui ne possa nascere un dibattito civile, viene da chiedersi se sia peggio l’entrataccia di Owono o buona parte delle reazioni che essa ha scatenato.

Purtroppo l’unica certezza è che nessuno potrà riportare in vita Jesus de Miguel, a cui va il nostro pensiero nella speranza che possa riposare in pace. Magari in un luogo migliore di questo folle mondo.

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Foto: Pablo Blazquez Dominguez/Getty Images (via OneFootball)

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