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Lo squalo Inter e tanti pesciolini: Serie A sempre più povera, tra big poco big ed emozioni ridotte al minimo

Lo squalo Inter e tanti pesciolini: Serie A sempre più povera, tra big poco big ed emozioni ridotte al minimo

Ph. Marco Luzzani/Getty Images (via OneFootball)

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È sempre complicato andare a ritroso con la mente e ha poco senso fare paragoni tra epoche diverse, ma osservando giornata dopo giornata la Serie A 2025-2026 viene quasi spontaneo affermare che si tratti di una delle edizioni più povere in assoluto, quantomeno in epoca moderna, per valori tecnici, proposte tattiche, direzioni arbitrali e soprattutto emozioni, senza dimenticare l’annoso problema degli stadi. Alla faccia di chi continua a snobbare la Bundesliga tedesca e la Ligue 1 francese, tornei ormai equiparabili come livello generale se non superiori (il rendimento dei nostri club in Europa sta lì a confermarlo, ed è meglio non aprire il discorso Nazionale…).

Fonte: Alex Grimm/Getty Images (via OneFootball)

Dentro questo scenario piuttosto mediocre, l’Inter appare come uno squalo immerso in una vasca di pesciolini: a 12 giornate dal termine sono ben 10 le lunghezze di vantaggio dei nerazzurri (64 punti) sui ‘cugini’ del Milan (54), che nell’ultima settimana hanno effettuato una brusca frenata e si sono allontanati dalla vetta, anche se l’obiettivo di tornare in Champions League non sembra in discussione. In forte e costante crescita, invece, la Roma, che toccando quota 50 ha agguantato il Napoli al terzo posto. Napoli che di contro è ancora impantanato in un periodo altalenante e fortemente condizionato dai tanti – e gravi – infortuni.

Fonte: Francesco Pecoraro/Getty Images (via OneFootball)

E a proposito di crisi, che dire della Juventus? La fotografia è impietosa: sommando i punti sin qui ottenuti con Tudor prima e Spalletti poi (46), si ottiene uno score peggiore di quello fatto segnare da Thiago Motta nella scorsa stagione (49). Bianconeri ora quinti e tallonati da un inedito duo lombardo formato da Como e Atalanta (45): da un lato Fabregas sta facendo fruttare al meglio gli oltre 200 milioni di euro spesi – benissimo – negli ultimi due mercati estivi dalla munifica proprietà Hartono, dall’altro Palladino ha rimediato brillantemente alla nefasta gestione Juric con un’esaltante rimonta e insieme ai suoi ragazzi non intende accontentarsi.

Fonte: Marco Luzzani/Getty Images (via OneFootball)

Di fatto, salvo colpi di scena, la lotta per le posizioni che valgono l’accesso alle coppe finisce lì, perché il Bologna (ottavo a quota 36) ha pensato bene di piantarsi per circa due mesi e mezzo e ricadere in quella sorta di anonimo limbo che non abitava da diverso tempo. Insieme ai rossoblù ci sono il Sassuolo (35), che da neopromosso sta andando oltre le più rosee aspettative, la Lazio (34), che fra mille difficoltà sta portando avanti un cammino decoroso, l’Udinese (32), che ha mostrato cose interessanti solo a sprazzi, e il Parma (32), che malgrado i trent’anni di mister Cuesta pratica un calcio arcaico e ottiene preziosi dividendi.

Fonte: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)

La lotta salvezza inizia dai 29 punti del Cagliari, reduce però da vari risultati positivi e indirizzato verso acque tranquille. Differenti tra loro gli umori di Genoa e Torino, entrambe a 27: liguri in risalita grazie al buon lavoro di De Rossi, piemontesi in picchiata e costretti a sostituire Baroni con D’Aversa. In forte affanno pure la Cremonese (24), senza vittorie da 12 turni e scesa al livello di un Lecce modesto ma combattivo e di una Fiorentina che inizia a rivedere un po’ di luce dopo mesi bui. Poche chance, infine, per Pisa e Verona, ultime a quota 15, le cui speranze di mantenere la categoria somigliano sempre più ad una chimera.

Fonte: Gabriele Maltinti/Getty Images (via OneFootball)

Simone Minghinelli

© Riproduzione Riservata – Disponibile anche sul nuovo numero di Bologna Rossoblù Magazine

Foto copertina: Marco Luzzani/Getty Images (via OneFootball)

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