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La storia si ripete

La storia si ripete

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La storia si ripete, toh chi si rivede! (Salmo, ‘Salmo 23’, 2019) – A causa dell’unicità della situazione, degli orari strampalati, del gran caldo e dell’introduzione delle cinque sostituzioni, abbiamo tutti la percezione che ci sia stato un calcio a.C. e ora ce ne sia uno d.C., avanti Coronavirus e dopo Coronavirus. Al Bologna sono però bastate solo due partite di rodaggio per tornare ad essere la squadra creativa ma poco cinica, che al triplice fischio si mangia le mani per non aver portato a casa il bottino pieno.
Contro il Cagliari, i padroni di casa hanno infatti giocato molto meglio degli ospiti, complice una condizione atletica che si sta lentamente e faticosamente ritrovando, e sono arrivati spesso e volentieri davanti a Cragno (quasi sempre grazie ad un imprendibile Barrow), mostrando tuttavia gli stessi limiti di cattiveria agonistica che li accompagnano da inizio anno. Proprio l’attaccante gambiano, alla quinta rete in dieci partite e ancora una volta il migliore dei suoi, dopo aver siglato l’1-0 ha sprecato un paio di ghiotte chance, seguito a ruota dal ‘Trenza’ ma pure da Orsolini e Sansone.
Riesce difficile pensare che nelle nove gare che ci separano dal sipario di questo campionato, la banda rossoblù riuscirà a trovare quella freddezza agognata per ventinove match, ma allo stesso tempo è un’ottima notizia vedere i ragazzi di Mihajlovic ancora a cinque lunghezze dal settimo posto, nonostante i tanti punti lasciati per strada nel corso della stagione.
Milan, Verona, Parma, Cagliari e forse anche Sassuolo: Poli e compagni dovranno battere la concorrenza di cinque squadre se vorranno strappare un ticket continentale che avrebbe dell’incredibile. Tra le contendenti, i rossoneri paiono più attrezzati e gli scaligeri hanno mantenuto una continuità invidiabile per tutto il percorso, e non a caso sono ad un passo dall’obiettivo, separate l’un l’altra da un solo punto. Alle altre, la truppa di Sinisa non ha nulla da invidiare, tanto che il verso ostacolo fra il Bologna e l’Europa è, più di ogni altro avversario da battere sul campo, il Bologna stesso.
È tra le proprie fila che i rossoblù devono trovare le motivazioni e la forza nervosa per tirare la zampata che varrebbe una qualificazione semplicemente impossibile da pronosticare solo un anno fa, date le vicissitudini a cui la squadra e il mister sono dovute andare incontro. Nell’inverno del 2019, la scalata-capolavoro dei felsinei partì da San Siro, grazie ad una vittoria tanto inattesa quanto preziosa e meritata contro l’Inter. Chissà che la storia non si ripeta anche questa volta…

Fabio Cassanelli

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