I voti ai protagonisti di Lecce-Bologna 1-2.
Pessina 4,5 – Mezzo voto in più per come sul finale vola sul colpo di testa di Coulibaly. Per il resto la sua partita è una sfilza di uscite alte da panico, a confermare una volta in più che in porta il Bologna ha un problema serio.
Darmian 6 – L’ultimo match l’aveva disputato a maggio. Preso per tamponare l’emorragia sulla fascia destra, esordisce giocando 95 minuti da braccetto: non è sempre perfetto ma dimostra che un giocatore con la sua duttilità può tornare utilissimo.
Casale 6 – L’unica ingenuità è forse figlia della stanchezza, fatto sta che regalare una punizione al Lecce a tempo scaduto poteva rivelarsi fatale. Fino a lì, però, aveva retto bene.
Heggem 6 – Poco più di un tempo (e un giallo sul groppone) lasciando la sensazione che il miglior Heggem debba ancora cominciare il suo campionato.
Zortea 6 – Dall’altra parte Miranda e Cambiaghi si alternano molto più dinamicamente, lui davanti si vede poco e si occupa più che altro di sorvegliare le sortite di Gallo e del peperino Fatah.
Ferguson 6 – Perde la fascia ma non i cavalli, mettendo a referto l’ennesima partita ad alto chilometraggio.
Pobega 5,5 – Palladino lo sceglie di nuovo come titolare. Non si può dire che non ci metta gambe e fiato, ma che fatica in regia…
Miranda 6,5 – Attiva Cambiaghi o approfitta degli spazi che il compagno gli crea, alternando cross e conclusioni e testando due volte i riflessi di Falcone.
Orsolini 7 – Avvia e conclude l’azione del primo gol con una spettacolare rovesciata che ormai è il suo marchio di fabbrica, propizia anche il raddoppio con la sventagliata per Cambiaghi. Tutto bellissimo? Macché. Nel finale si fa di nuovo male e a meno di miracoli starà ai box qualche altra settimana.
Piccoli 6,5 – È talmente ex da avere sempre una maglia del Lecce addosso, che però è quella di Siebert. Lotta senza risparmiarsi, come sempre, e il nuovo metro arbitrale lo penalizza spesso: soltanto l’anno scorso avrebbe guadagnato molte più punizione. Poi certo, ci sarebbe anche la presenza in area, dove dovrà cominciare presto a fare la voce grossa.
Cambiaghi 7,5 – Ha una chance dopo appena un minuto, corre e rincorre gli avversari con un’energia esemplare. Millimetrica la palombella per l’eurogol di Orsolini, chirurgica la palla per Enem: due assist che valgono tre punti d’oro e la palma di migliore in campo.
Helland (9′ st) 6 – Rileva l’ammonito Heggem e si piazza nella linea a tre, approcciando bene una partita in cui il suo pragmatismo torna comodo.
El Azzouzi (17′ st) 5,5 – Affannato in copertura, in regia non fa meglio di Pobega. Con la maglia rossoblù viaggia ad una media di quasi un giallo a partita, e anche oggi non si smentisce chiudendo la sua partita con un’entrataccia senza cittadinanza.
Enem (17′ st) 7 – Segna con una zampata approfittando di uno dei primi palloni toccati, lui la presenza in area la sa far sentire e l’aveva già dimostrato a Napoli. Nel finale, quando il Bologna è in dieci, si schiaccia fin troppo sulla linea dei compagni e non riesce granché a dare respiro alla squadra.
Alhassane (36′ st) 6 – Un paio di sgroppate per allontanare il pallone dalla propria area e guadagnare secondi preziosi.
Bernardeschi (36′ st) 5,5 – Dieci minuti più recupero deludenti, con poco ritmo e senza la solita qualità.
Palladino 6 – In vantaggio per la seconda volta, per la seconda volta raggiunto a causa di un errore del suo portiere. Vede gli spettri, che sono anche quelli di un gioco che stenta a decollare, poi Enem trova l’1-2 e almeno può gioire per come muove la classifica. Ma c’è davvero tanto, tantissimo su cui lavorare.
Arbitro Pairetto e assistenti 5,5 – Il metro più permissivo piace se ravviva il gioco, non se rende accettabili le prese da lotta greco-romana. Giusta la scelta sul rigore negato al Lecce: prima c’era un evidente fallo su Casale.
Fabio Cassanelli
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Foto: Maurizio Laganà/Getty Images (via OneFootball)
