Skorupski 6 – Serata trascorsa per lo più da spettatore non pagante. Incolpevole sulla stoccata da sottomisura di Frattesi, dove poteva fare ben poco.
Zortea 5,5 – Più attento del solito nella metà campo difensiva ma troppo incerto in fase d’impostazione, con un pallone regalato a Zaccagni prima dell’intervallo che poteva costar caro. Helland 6,5 – Il migliore del pacchetto arretrato, e non solo per la copertura: nel primo tempo fa tremare la Lazio con una bella incornata e nel secondo sfiora la rete a porta sguarnita, murato solo da un salvataggio sulla linea dell’onnipresente Frattesi. Heggem 5 – Serata complessa per il centrale norvegese reduce dai Mondiali, sverniciato dalla magia di tacco di Dia nell’azione che decide la partita. Più in generale, vari errori e una condizione ancora lontana dai giorni migliori. Miranda 6 – Soffre abbastanza la velocità di Cancellieri nei primi 45 minuti. Poi trova più spazio per spingere e proporsi in avanti, scodellando parecchi palloni verso il limite dell’area avversaria. Ma senza troppa fortuna.
Odgaard 5,5 – Prestazione a fiammate concentrata quasi tutta nella deviazione aerea che subito dopo l’intervallo impegna severamente Mandas. Da mezzala destra con licenza di offendere ci mette comunque tanta generosità, soprattutto quando le linee si allargano. El Azzouzi 5 – Al rientro dopo una lunga assenza (il prestito all’Auxerre e le sole 3 presenze del campionato 2024/25), parte con personalità prendendosi le chiavi della mediana. Il voto crolla sulla lettura difensiva in cui si dimentica l’inserimento decisivo di Frattesi: peccato, avrebbe meritato di più. Ferguson 5,5 – Gara non eccezionale seppur di lodevole intelligenza tattica, abbassandosi da regista aggiunto per dare copertura ed equilibrio ad El Azzouzi ma senza rinunciare ad inserirsi quando la squadra si distende.
Orsolini 5,5 – Poco servito dai compagni sulla destra, si fa apprezzare in supporto a Zortea ma fatica enormemente a entrare nelle trame di gioco: da segnalare solo un paio di iniziative puntando la linea di fondo e andando al cross col destro. Piccoli 6 – Gioca ruvido con tutta la difesa laziale per un’ora facendo reparto quasi da solo. Sfiora anche il gol con una bella girata al volo su corner calciato basso da Miranda. Cambiaghi 6 – Dà vita ad un duello ad altissima tensione sulla fascia con Cancellieri, finito con un giallo per parte. Senza dubbio è il più vivace della prima frazione ma, partendo sempre da molto indietro, la porta la vede col binocolo.
Bernardeschi (15′ st) 6,5 – Dà la scossa immediata appena entrato al posto di Orsolini: sfiora il pareggio con una velenosa punizione da lui stesso conquistata, prova sempre ad inventare qualcosa e all’ultimo assalto serve a Dovbyk il pallone del possibile pareggio. Dovbyk (15′ st) 5 – Non vede mai il pallone, poi al 96′ ha una buona chance in area piccola ma gli esce qualcosa di sbilenco che non è né un controllo né un tiro. Rowe (15′ st) 6 – Estro ed energia per mettersi in luce e aiutare la squadra, ma gli avversari riescono bene o male a rallentarlo e il resto lo fa Mandas, che al 77′ gli chiude lo specchio in uscita bassa. Holm (24′ st) 5,5 – Ritrova il campo e la maglia rossoblù nell’ultima porzione del match ma si adegua al grigio rendimento generale. Amondarain (34′ st) 5 – Esordio negativo, pur tra mille attenuanti: punizione dal limite subito regalata alla Lazio e sanguinosa palla persa sulla trequarti difensiva, con Isaksen che non ne approfitta.
Tedesco 5,5 – Sorprende un po’ scegliendo Cambiaghi al posto di Rowe ma soprattutto Odgaard al posto di Bernardeschi, provato mezzala titolare per l’intero precampionato. Il suo Bologna conferma di non avere ancora un’identità precisa, se non per una maggior ricerca delle vie centrali, e appare ancora molto imballato. Il resto lo fa Mandas, insieme ad una spolverata di cattiva sorte. E il passo falso all’esordio è servito.
Arbitro Maresca e assistenti 5,5 – Il fischietto di Napoli alterna fasi di direzione tollerante e permissiva ad altre contraddistinte dal cartellino giallo facile, mandando un po’ in confusione i giocatori. Nessun errore marchiano né decisivo, ma qualche sbavatura di troppo nella conduzione complessiva della partita.