I voti ai protagonisti di Bologna-Roma 0-2.
Ravaglia 5,5 – Prima del secondo gol si tuffa a vuoto non riuscendo ad intervenire sul cross di El Aynaoui, col marocchino che subito dopo trova il raddoppio. Le statistiche dicono che la Roma ha realizzato due gol con due tiri in porta, la Juventus ne aveva segnati altrettanti con un solo tiro in più. Possibile che ogni conclusione avversaria sia imparabile?
Helland 6 – Il neo ventunenne gioca la seconda partita da titolare badando al sodo, e fra i centrali è il solo a non commettere errori evidenti nelle azioni dei gol giallorossi.
Lucumí 5 – Italiano se lo inventa quasi mediano, un po’ come Guardiola con Stones. La qualità palla al piede non gli manca, difensivamente fa invece più fatica e a volte finisce nella terra di nessuno. Sul primo gol stende Wesley e si pianta con le braccia alzate a discolparsi del fallo, lasciando scoperto lo spazio in cui Malen s’infila come un coltello nel burro caldo.
Heggem 5 – Oggi può di nuovo giocare a sinistra ma in questo schieramento inedito non sembra comunque a suo agio, con o senza palla. Anche lui pecca sulla prima rete, concentrandosi troppo su El Aynaoui che porta palla, e si ritrova a dare imperdonabilmente la schiena a Malen.
Joao Mario 5 – Come all’andata in Europa League ha sulla coscienza un gol della Roma, nato da una sua giocata superficiale. Quando Italiano lo sposta sulla sinistra Rowe ne beneficia e riesce a rendersi più pericoloso, ma l’effetto dura solo venti minuti perché poi viene tradito dai muscoli: la sensazione, vedendolo uscire, è che potrebbe essere stata la sua ultima partita in rossoblù.
Freuler 5 – Ha la grossa colpa di mollare incomprensibilmente El Aynaoui proprio al momento del cross di Malen e di far andare il Bologna all’intervallo sotto di due gol.
Ferguson 5 – Purtroppo non è la prima volta che un diretto avversario lo batte in velocità in un’azione da rete, oggi succede con El Aynaoui che gli passa affianco e imbuca per Malen. Nella ripresa alza un po’ i giri del motore, ma non funzionano né i suoi cross né i suoi inserimenti.
Miranda 5,5 – Gioca un tempo solo e lo fa senza alcun acuto: lui e Rowe da quella parte non riescono mai a mettere in imbarazzo la coppia Mancini-Celik.
Orsolini 6 – Suo il primo tiro in porta, di destro, parato coi piedi da Svilar. Poi un mancino di poco alto e un altro, splendido, a colpire una traversa che grida vendetta: in quel frangente la sfida, nonostante tutto, avrebbe potuto riaprirsi.
Castro 5 – Si vede da come spreca la prima chance, dopo aver preso bene posizione contro Mancini, che non è in giornata. Stanco, mai abbastanza reattivo, sempre indietro di un tempo di gioco. E Italiano lo lascia in panchina dopo appena un tempo, preferendogli Odgaard.
Rowe 5,5 – La sfida in velocità con Mancini dovrebbe essere impari, eppure l’italiano gli mette la museruola. Non trovando palloni e spazi, svaria e gioca tanto dentro al campo, spesso senza fortuna. Nella ripresa appare più dentro al match, ma senza mai riuscire ad incidere.
Odgaard (1′ st) 6 – Più combattivo e volenteroso di Castro, difende svariati palloni non disdegnando la lotta. Non riesce a trovare la porta, ma nel recupero va vicinissimo a confezionare un assist pregiato per De Silvestri.
Zortea (1′ st) 5,5 – Inizia a destra e chiude a sinistra dopo l’infortunio di Joao Mario. Nel secondo tempo la Roma attende per poi ripartire, così lui e De Silvestri figurano un pochino meglio dei titolari, avendo più occasioni per spingere.
De Silvestri (20′ st) 5,5 – Meno minuti ma prestazione simile a quella di Zortea, col merito di rendersi pericoloso in zona gol e il demerito di fallire una clamorosa chance in pieno recupero.
Cambiaghi (32′ st) s.v. – C’è stato un tempo in cui un quarto d’ora gli sarebbe bastato per spaccare la partita, ma nel girone di ritorno quel giocatore non si è quasi mai visto.
Vitik (32′ st) s.v. – Un quarto d’ora imprevisto a causa del forfait di Helland: nulla da segnalare.
Italiano 5 – Ha una settimana per preparare la partita e mette in campo un inedito 3-4-3 che dovrebbe permette ai suoi di accoppiarsi bene con gli avversari, ma che nei fatti sfilaccia il Bologna. La squadra fatica a trovare le distanze e trema a ogni incursione seria, mentre in avanti viene creato poco o nulla e ci si affida a lanci lunghi senza speranza. E fra tante novità, la costante è l’unica che non ci vorrebbe, ovvero il gol incassato partendo da calcio d’angolo a favore. Di fatto non funziona nulla ed è sempre lo stesso film, nella sua peggior versione. Forse sarebbe meglio se la stagione fosse finita sul serio.
Arbitro Di Bello e assistenti 6 – Direzione nel complesso pulita e abbastanza europea, lasciando abbastanza correre sui contatti più blandi. Proteste rossoblù al 57′ per un mani sospetto di Wesley in area, ma un precedente fuorigioco di Orsolini vanifica tutto.
Fabio Cassanelli
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Foto: Emmanuele Ciancaglini/Getty Images (via OneFootball)
