È un Bologna sfibrato quello che ormai si presenta in campo: si percepisce a vista d’occhio che tanti calciatori rossoblù sono al gancio.
La prima vera occasione del Cagliari, capitata sui piedi di Deiola, è nata da una doppia imbucata in verticale dopo un pallone perso da Moro sotto i Distinti in zona offensiva: il BFC è rientrato maldestramente, si è riallineato male, Sohm è uscito in pressione solitaria su Mina arrivando lungo, e il difensore colombiano ha trovato in verticale Adopo lasciato libero dallo stesso Sohm o da Freuler che gli era a due metri. Di chi era quella marcatura?
Scriteriato Sohm ad uscire o invitato dallo stesso allenatore ad effettuare un’uscita così alta per andare sul pallone e non sull’uomo?
Non sapremo mai le consegne tattiche, resta che è stato troppo facile imbucare il Bologna con due passaggi verticali che hanno fatto arrivare il pallone ad Esposito: l’attaccante ha allargato per l’accorrente Deiola (colui che 25 secondi prima si era allungato in fascia per ricevere la palla rubata a Moro), che dal limite dell’area – fortunatamente – ha tirato fuori. L’occasione sarebbe stata probabilmente vanificata da un fuorigioco millimetrico, ma ciò non rende inutile l’analisi su una squadra che già al 16′ si era fatta infilare così in verticale e centralmente.
Questione di gambe e di testa che ormai girano a vuoto e da un pezzo: d’altronde tra i rossoblù emiliani e quelli sardi ballavano la differenza di 16 partite in più per i primi in pratica un intero girone in più disputato dai ragazzi di Italiano.
So che ad alcuni lettori queste riflessioni non interessano: se la squadra non vince è perché fa tutto schifo e non ci sono ambizioni, mentre a fine novembre eravamo da scudetto e chissà perché di ambizioni non ne parlava nessuno. Io per fortuna faccio un altro mestiere e devo analizzare tutto prima di proporre una considerazione che, tra l’altro, nel caso specifico è un dato oggettivo.
L’altra chance che nel finale poteva portare il Cagliari alla vittoria è stata provocata dalle solite disattenzioni difensive sui calci piazzati, diretti o sulle cosiddette ‘seconde palle’, che in questa stagione sono state una condanna per il BFC: corner concesso agli avversari circa all’80’, con tanta leggerezza da parte di Miranda che invece di tentare un retropassaggio complicatissimo verso Pessina poteva comodamente spazzare in fallo laterale; dopo la respinta di pugno del giovane portiere felsineo, Folorunsho è riuscito a rovesciare la sfera verso l’area e Zé Pedro (dimenticato sempre da Miranda) all’altezza del palo opposto ha sparato altissimo.
Non può sempre piovere, si diceva, anche gli avversari ogni tanto sbagliano gol facili, per cui alla fine dei conti il Bologna non può certamente piangersi addosso per alcune gare perse in casa quando gli avversari hanno capitalizzato al massimo alcuni errori dei rossoblù. Errori che purtroppo continuano di partita in partita, nonostante il mister in conferenza stampa abbia detto il contrario, e cioè che se la squadra avesse avuto sempre questa attenzione avrebbe portato a casa più punti.
Ieri il BFC è stato solo fortunato, come invece lo era stato poco altre volte (ad esempio sull’unico tiro in porta del Parma l’8 febbraio), ma le disattenzioni ci sono state anche ieri. Eccome.
In mezzo ai due episodi si è visto un Bologna a mio avviso dignitoso che ha mantenuto un possesso palla continuo, davanti ad un Cagliari tutto sotto la linea della palla, piazzato con la difesa composta da quattro centrali di ruolo (immaginate il BFC da destra a sinistra con Vitik, Helland, Lucumí ed Heggem), un centrocampo a cinque con due esterni di gamba, due mediani per recupero palla e rilancio, un play di piede come Gaetano e una punta, Esposito, che ha giocato più di sponda che in verticale: un 4-5-1 basso e muscolare, votato prevalentemente a non subire per puntellare la classifica.
Non è certamente facile venire a capo di una squadra così disposta e capace anche di ripartire grazie alla gamba di Palestra, sempre bravo a dare una linea d’uscita su quella fascia: il duello con Miranda è stato tra le cose migliori viste ieri al Dall’Ara e ha riequilibrato la prestazione dello spagnolo, altrimenti insufficiente per gli errori appena citati.
Nemmeno i cambi del secondo tempo, purtroppo, hanno portato qualche variabile tecnica dentro ad un canovaccio già scritto, se non per qualche guizzo del solito Rowe.
Tosco – Canale 88
© Riproduzione Riservata
Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)
