Il 3-3 di sabato contro l’Inter è stato il classico fuoco d’artificio di fine stagione: una partita divertente, ricca di gol ed episodi, giocata da due squadre con la testa libera e già un piede sotto l’ombrellone.
Spenti i riflettori sul campionato, a Bologna si accendono quelli sul futuro. E il futuro, inevitabilmente, porta il nome di Vincenzo Italiano. È inutile girarci intorno: il primo ad essere in attesa è proprio lui. Sta attenendo segnali da Napoli o da Milano, sponda rossonera.
Per carità, parliamo di piazze prestigiose e affascinanti che farebbero gola a chiunque, ed è sacrosanto che un professionista valido come Italiano sia anche ambizioso. Come sempre, però, è la forma a fare la differenza.
Prendete Antonio Conte: già un mese fa si è seduto davanti al suo presidente Aurelio De Laurentiis, ha espresso la volontà di andarsene e così facendo ha consentito al Napoli di iniziare a programmare la prossima stagione.
Sotto le Due Torri, invece, si fluttua nel limbo. Anzi, a dire la verità fino a due giorni fa Italiano era stato molto chiaro: aveva parlato di programmazione, di necessità di ragionare su una stagione che non avrebbe previsto le coppe europee. Ma in queste ultimissime ore il tenore delle sue dichiarazioni è cambiato, e il mister si è fatto più possibilista sull’addio.
In tal senso le recenti parole dell’a.d. Claudio Fenucci sono emblematiche: la dirigenza vorrebbe che Vincenzo rimanesse, ma la speranza vera è che questa volontà sia reciproca. Un conto, infatti, è continuare a fare l’allenatore del Bologna perché è la tua prima scelta e ti senti calato nel progetto, un altro è restare solo perché alla fine i treni per il Meazza o il Maradona non sono passati o non si è trovato l’accordo economico.
I tifosi rossoblù meritano rispetto. Sabato sera dalla Curva Andrea Costa sono partiti cori e applausi d’affetto sincero per Italiano, che ora a quell’affetto sarebbe chiamato a rispondere con limpidezza.
Ne faccio unicamente una questione di correttezza, perché non ho dubbi sul fatto che se ci sarà da cambiare la guida tecnica la società si farà trovare pronta. Il club è solido, serio, strutturato per affrontare una sessione di mercato in cui in ogni caso si sarebbe dovuto cambiare molto.
A Casteldebole non lavorano degli sprovveduti, e l’unica vera costante imprescindibile è la continuità societaria rappresentata in primis dal patron Joey Saputo. Tutto il resto passa, Italiano compreso.
Cari amici di Zerocinquantuno, è stato un piacere trascorrere un altro anno insieme a voi e commentare la stagione rossoblù su queste pagine. Buona estate a tutti, a presto e sempre forza BFC!
Pepè Anaclerio
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