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Bologna in linea con gli obiettivi, Ibracadabra non ha fatto la magia

Bologna in linea con gli obiettivi, Ibracadabra non ha fatto la magia

Ph. Damiano Fiorentini

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Non fa mai piacere perdere, inutile girarci attorno, ma pur avendo il cuore rossoblù bisogna cercare di essere obiettivi. Quali sono i traguardi che il Bologna si è imposto per questa stagione? Prima del drammatico annuncio di Sinisa Mihajlovic, si puntava quantomeno a impensierire le squadre in lizza per l’Europa League. Poi, appunto, è accaduto l’imprevedibile: trovata la quadratura del cerchio, vissuto un finale di stagione appassionante, ecco la sberla in faccia. Da quel momento le cose sono cambiate e con esse anche gli obiettivi. Sul mercato sono stati investiti tanti soldi (circa 50 milioni di euro), puntando in particolare su giovani talenti di grande prospettiva ma affidandosi anche ad un veterano e leader come Gary Medel in mediana. Tutto ciò non è però stato sufficiente a compensare quanto accaduto al tecnico serbo, perché un conto è avere il proprio condottiero in pianta stabile al campo d’allenamento e un altro confrontarsi con lui attraverso lo schermo di un computer o di uno smartphone.
La stretta attualità racconta di un Bologna che ha un po’ smarrito la retta via dopo un inizio di stagione interessante, ma che sembra comunque avere le carte in regola per raggiungere una posizione tra il nono e il dodicesimo posto, in linea con il piano ‘di riserva’. Non è una giustificazione, ogni tifoso gradirebbe vedere la propria squadra ai vertici della classifica o comunque con ambizioni più importanti di una salvezza serena, ma bisogna anche saper fare i conti con la dura realtà, con gli ostacoli che ogni tanto la vita propone.
Infine, due rapide parole su Zlatan Ibrahimovic, che aveva avuto contatti proprio con l’amico Sinisa. Ci abbiamo creduto, Bologna sarebbe stata una soluzione affascinante per il gigante svedese, ma ancora una volta il dio denaro ha prevalso sui sentimenti, sul ‘fratello’ (fra grosse virgolette) in difficoltà. L’illusione che un fuoriclasse a fine carriera e senza problemi di portafoglio decidesse di tentare un’avventura sotto le Due Torri c’era tutta, ma Zlatan ha confermato di avere un cuore di pietra, caratteristica che lo ha sempre contraddistinto. Peccato, caro Ibra, hai perso l’occasione per compiere uno splendido gesto ed essere idolatrato da una città e da una piazza calcistica che in Italia, non ce ne voglia nessuno, ha ben pochi eguali.

Mario Sacchi

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Foto: Damiano Fiorentini