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Bologna, un mercato per asciugare la rosa e tenersi le mani libere in vista dell’estate

Bologna, un mercato per asciugare la rosa e tenersi le mani libere in vista dell'estate

Ph. Jose Miguel Fernandez/NurPhoto/Getty Images (via OneFootball)

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Per il Bologna la sessione invernale di mercato appena conclusa è stata piuttosto particolare. Proviamo allora ad analizzare, operazione per operazione, le motivazioni alla base di determinati affari sia in entrata che in uscita.

USCITE

– Fabbian (Fiorentina, prestito con diritto di riscatto condizionato): cessione che a primo impatto sembra rispondere al più classico dei ‘vendi e pentiti’. Il calciatore, acquistato nell’agosto del 2023 per 5 milioni, verrà ceduto in via definitiva a 15 in estate, a patto che la Fiorentina si salvi. L’utilizzo del classe 2003 è stato saltuario nel corso di queste due stagioni e mezza, e l’impressione è che fosse ancora ben lontano dalla definitiva affermazione: ci riuscirà a Firenze, magari con richieste tattiche a lui più congeniali? Intanto il Bologna, con la permanenza in A dei viola, registrerebbe un per 3 fra quanto speso prima e quanto incassato poi: niente male.

– Holm (Juventus, prestito con diritto di riscatto): mister Italiano era largamente insoddisfatto del suo rendimento recente e dei suoi atteggiamenti, non solo in partita ma forse anche (aggiungiamo noi) in allenamento. Giocatore sempre meno connesso con l’ambiente e la squadra, le prestazioni fornite contro Verona e Fiorentina sono state le classiche gocce che hanno fatto traboccare il vaso e hanno portato alla reciproca richiesta di separarsi. A prescindere dall’eventuale riscatto o meno da parte della Juventus (cifra importante, 15 milioni più tre di bonus), l’avventura rossoblù del 25enne svedese può ritenersi chiusa dopo un anno e mezzo.

– Immobile (Paris FC, definitivo): l’esperienza di Ciro sotto le Due Torri si è conclusa dopo appena sei mesi. L’infortunio rimediato all’esordio è stato una vera e propria spada di Damocle che ha finito per condizionare il recupero e il rendimento del classe 1990: solo 227 minuti d’impiego per lui, di fatto mai realmente a disposizione per poter essere schierato con costanza, e così il Bologna ha scelto di rinnovare la fiducia a Castro e Dallinga (con l’adattamento di Odgaard come terza opzione), che da qui a fine stagione si spartiranno lo spazio tra Serie A, Europa League e Coppa Italia. In fondo proprio Santiago e Thijs rappresentano presente e futuro rossoblù nel reparto offensivo, ed è giusto puntare su di loro.

– Sulemana (Atalanta, risoluzione prestito): ingaggiato a tiro di chiusura della finestra estiva per allungare le rotazioni a centrocampo, il ghanese classe 2003 si è subito infortunato al ginocchio in Nazionale ed è di fatto sparito dai radar, riuscendo in seguito a mettere insieme solo 162 minuti tra campionato e Coppa Italia. Il Bologna si è presto reso conto di poter fare a meno di lui, che di contro ha palesato il forte desiderio di giocare, da qui la decisione di farlo rientrare all’Atalanta, che lo ha poi girato sempre in prestito con diritto di riscatto al Cagliari (dove Ibrahim aveva già fatto bene nella stagione 2023-2024).

ENTRATE

– Helland (Brann, definitivo): il vero investimento è stato fatto su questo ragazzone norvegese classe 2005, ammirato dal vivo anche al Dall’Ara non più tardi di tre mesi fa in Europa League con la maglia del Brann. Un esborso non secondario, considerati i 6,5 milioni più 2 di bonus versati al club nordico per un giocatore con contratto in scadenza nel 2026. Assieme al 2003 Vitik, arrivato lo scorso luglio, è l’elemento con cui il Bologna vuole rinverdire il pacchetto centrale di difesa, che verosimilmente in estate perderà sia il titolarissimo Lucumí che la riserva Casale.

– Joao Mario (Juventus, prestito): ultimo acquisto in ordine cronologico, pari ruolo e coetaneo di Holm ma con un curriculum più importante viste le 181 gare giocate col Porto prima della deludente parentesi juventina. Il portoghese è sbarcato a Casteldebole in prestito secco, all’interno di una doppia operazione con la quale le due società si sono aiutate a vicenda. Tanta fame e voglia di mettersi in luce: il nuovo terzino destro contenderà il posto a Zortea garantendo a Italiano un’alternativa, almeno sulla carta, di buon valore.

– Sohm (Fiorentina, prestito con diritto di riscatto): dall’altro versante dell’Appennino tosco-emiliano è arrivato qui il 24enne jolly di centrocampo svizzero, reduce da un brutto semestre in maglia viola ma da un’interessante ciclo in quel di Parma tra Serie B e A. La cifra del potenziale riscatto (13 milioni) è molto vicina a quella di Fabbian, ma è diversa la formula: il BFC si è tenuto le mani libere, pronto a valutare il rendimento del ragazzo e la sua tenuta fisica nella seconda parte di stagione: operazione assolutamente sensata.

IN CONCLUSIONE

Le suddette operazioni di mercato, specie quelle in entrata, indicano in maniera evidente la volontà del club di tenersi le mani libere in caso di mancata qualificazione ad una coppa europea per la stagione 2026-2027, snodo cruciale per valutare come gestire e costruire l’organico del prossimo anno: la sensazione, tenendo conto anche del capitolo rinnovi, è che si vada verso una piccola-media rivoluzione. In uscita si è deciso di monetizzare Fabbian, evidentemente ritenendolo arrivato all’apice in termini di valorizzazione a Bologna, e di dare il via libera a chi chiedeva minutaggio (Immobile e Sulemana) e a chi (Holm) era davvero necessario uscisse, con reciproco sollievo.

Riccardo Rimondi

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Foto: Jose Miguel Fernandez/NurPhoto/Getty Images (via OneFootball)

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