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Una via di mezzo

Una via di mezzo

Ph. Getty Images

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Ero stato il primo o forse l’unico a presentare quella di Cagliari come una partita determinante per il prosieguo del campionato del Bologna. E avevo spiegato il perché: dopo i due passi falsi contro Udinese e Genoa e la vana faticata psicofisica del derby dell’Appennino di Coppa Italia, sarebbe stato importante mandare un segnale positivo e rilanciare le ambizioni europee con più consistenza. I risultati di giornata mi hanno dato ragione: vincere all’Unipol Domus avrebbe issato nuovamente i rossoblù al quarto posto e rafforzato un entusiasmo che per forza di cose è andato un po’ in calando: un punto in tre gare e la beffarda eliminazione patita martedì per mano della Fiorentina non possono che ‘scoraggiare’ l’ambiente, riportandolo coi piedi per terra.
Occhio però a non esagerare, occorre una via di mezzo. All’improvviso Motta non è diventato l’ultimo degli allenatori, la squadra è sempre forte (defezioni permettendo, oggi un po’ troppe e tutte in attacco) e la classifica attraente: sesto posto in attesa di Atalanta-Frosinone, a due punti dal quarto con Napoli e Roma alle spalle. Sul mercato, poi, la rosa verrà rinforzata con due-tre innesti per permettere a Thiago di lottare fino alla fine per un piazzamento europeo che verosimilmente non sarà Champions League (né Bologna né Fiorentina sembrano valere quella posizione) ma Europa o Conference League forse sì, approfittando delle diverse big in difficoltà o comunque molto altalenanti in termini sia di rendimento che di risultati.
Insomma, come spesso capita si passa in un attimo dalle stelle alle stalle, dall’Europa alla «solita mediocrità», lasciandosi prendere da giudizi non di testa, non ci cuore, solo ed esclusivamente di pancia. Ora un’insolita ma provvidenziale sosta per ricompattarsi, ritrovare energie e brillantezza, elaborare alcuni accorgimenti tattici e magari recuperare qualche pedina: c’è tutto il tempo e ci sono i mezzi per centrare l’obiettivo, che non significa arrivare al 100% nelle prime sei ma provarci in modo convinto e concreto assolutamente sì.

Mario Sacchi

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Foto: Getty Images (via OneFootball)