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Campionato riscritto e VAR: quando il calcio perde contatto con la realtà

Campionato riscritto e VAR: quando il calcio perde contatto con la realtà

Ph. Getty Images

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In fondo non stupisce più di tanto sapere che le sentenze definitive sulla Juventus (che fa sempre parlare di sé, anche quando non vince) arriveranno con ogni probabilità a stagione finita. Non è un metodo inedito, anzi. È la perfetta sincronizzazione col nuovo mondo dominato dal VAR: la decisione ex post, la post-produzione del giudizio. C’è la realtà e poi la sua riformulazione a tavolino, quando tutti hanno ormai girato le spalle o abbassato la soglia d’attenzione. Ci piace uno sport del genere? Chiediamocelo. Attenzione, qui non si mette in dubbio la buona fede degli organi giudicanti. È la prassi ad essere sbagliata nella sua essenza. Che credibilità e quale futuro ha uno sport che consente di far accadere intere azioni di gioco (e ora pure un intero campionato) per poi stravolgere tutto?
Il calcio ha più volte dimostrato di vacillare pericolosamente sotto il peso del suo stesso format. Novanta minuti più infiniti minuti di recupero sono un attentato alla pazienza per milioni di ragazzi cresciuti sotto l’ombrello delle nuove tecnologie, ma forse anche per noi spettatori più attempati. Modelli di competizioni obsoleti (come il campionato a 20 squadre) o la Coppa Italia che premia solo le grandi stanno assestando il colpo di grazia ad uno sport che ormai si fa preferire nel suo formato digitale compatto, ovvero gli highlights sullo smartphone, peraltro già messi a disposizione gratuitamente e in tempo reale.
Depotenziare quasi interamente il valore della realtà, relativizzarlo sotto la lente paralizzante della moviola in campo, screditare e alterare i risultati sul rettangolo verde con sentenze intempestive (e i tifosi juventini si lamentano pure…) non fa altro che disincentivare la fruizione live (in primis allo stadio) e persino quella casalinga davanti alla televisione. Non meravigliamoci allora se i bambini preferiscono il videogioco e la realtà virtuale: in quel mondo, paradossalmente, il risultato del campo è molto più al sicuro.

Luca Baccolini

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Foto: Getty Images (via OneFootball)