I numeri impietosi macinati dal Bologna in questo primo squarcio di stagione li conoscono tutti: 3 gol segnati in 5 partite a fronte dei 6 subiti, solo 2 punti in classifica e dodicesima peggior partenza dell’era Saputo su 12 edizioni della Serie A. La squadra è ultima o quasi in parecchie graduatorie e soprattutto è attualmente terzultima in campionato, una posizione nella quale non si trovava da tempo immemore e in cui nessuno avrebbe pensato di ritrovarsi.
In mezzo a questo grigiore, in un contesto di entusiasmo da ritrovare sia per i giocatori che per l’ambiente, qualche spiraglio di luce c’è. Se nelle prime gare diversi singoli hanno reso sotto le aspettative, le statistiche raccolte da Lewis Ferguson ci dicono che il capitano rossoblù sta tentando l’impossibile per tenere in piedi la baracca. Lo scozzese, secondo i dati riportati da Sofascore, DataMB e FBref è primo in tutta la Serie A per distanza percorsa totale (61,6 km), distanza media percorsa (12,3 km a partita), passaggi totali (436) e tocchi (503). Circoscrivendo l’analisi al BFC, Ferguson è il migliore della sua squadra per passaggi precisi (401), passaggi precisi nel terzo finale di campo (98) e passaggi nella metà campo avversaria (206).
Un elenco del genere non fa che tradurre in cifre ciò che Lewis sta facendo vedere con costanza sul campo. Dopo l’ultima annata di alti e bassi sotto la guida tecnica di Vincenzo Italiano, il centrocampista classe 1999 sta ritrovando la miglior forma fisica e probabilmente anche una posizione più congeniale al suo modo di intendere e interpretare il gioco.
Il picco di questo primo scampolo di campionato è stato senza dubbio la sfortunato match di Bergamo, durante la quale per 95 minuti si è rivisto il Ferguson ubiquo che aveva fatto le fortune di Motta, e che dopo quella maledetta serata del 13 aprile 2024 in cui il suo ginocchio fece crack è riapparso solo a momenti alterni. Che Lewis sia riuscito ad offrire una prestazione del genere e a macinare tutti questi primati in sole 5 giornate deve fare ben sperare: oltre ai leader tecnici c’è disperatamente bisogno di giocatori carismatici che, prima che le loro maglie finiscano all’asta, le inzuppino per bene di sudore.
Vari allenatori hanno tentato di edificare il loro Bologna sulle spalle del ragazzo nativo di Hamilton, e non si può certo dire che sia andata male. Quello che oggi Palladino sembra chiamato a fare è ancora una volta ricostruire da zero. O meglio, non proprio da zero. Il primo mattone è di quelli solidi, e risponde al nome di Lewis Ferguson.
Fabio Cassanelli
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Foto: Emmanuele Ciancaglini/Getty Images (via OneFootball)
