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Il nuovo stadio dopo aver riportato a Bologna un trofeo: Saputo non molla, punta a scrivere nuove pagine di storia rossoblù

Il nuovo stadio dopo aver riportato a Bologna un trofeo: Saputo non molla, punta a scrivere nuove pagine di storia rossoblù

Ph. Getty Images (via OneFootball)

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So bene come ormai viene considerato chi tesse le lodi dell’attuale società rossoblù: o non capisce niente di calcio o è un lecchino. Poco me ne importa, dunque vado a sviscerare fin dagli antipodi e dico chiaramente la mia.

Saputo, è bene ricordarlo, è stato tirato dentro per la giacchetta: inizialmente l’imprenditore italo-canadese non aveva alcuna intenzione di avere un ruolo così importante nel club, ma vista la fragilità economica di Joe Tacopina fece il grande passo e si prese tutto il BFC. Di lì a poco l’avvocato newyorkese uscì dal ‘gioco’.

Attenzione, chi vi parla non è mai stato un saputiano col paraocchi, chi mi conosce e mi segue sa che più volte ho criticato – anche aspramente – la gestione del patron. Ai tempi mi aspettavo una squadra in grado di competere sempre e comunque per le prime sei posizioni, nonostante Joey avesse sottolineato che per diventare grandi sarebbero stati necessari circa dieci anni.

Con un notevole rafforzamento della rosa a gennaio, un enorme sforzo da parte dei ragazzi e l’aiuto dei legni fu subito promozione in Serie A. Dopo sette stagioni con piazzamenti tra la salvezza e il limbo anonimo della metà classifica, è iniziato il sogno: la Champions League, la vittoria della terza Coppa Italia, i quarti di finale in Europa League e un ottavo posto.

Il resto è storia recentissima: un mercato insoddisfacente, un inizio di stagione deludente con Domenico Tedesco in panchina ma la consapevolezza di aver poi scelto il miglior tecnico libero in circolazione, Raffaele Palladino, con la promessa di migliorare la rosa in caso di bisogno a metà campionato.

Infine lo stadio nuovo. Tutto lascia presagire che questa sia la volta buona: le tessere del mosaico stanno andando al loro posto, una dopo l’altra. E allora lo affermo in serenità, fregandomene di eventuali epiteti: se la nuova casa del Bologna vedrà la luce, la proprietà Saputo diventerà forse la migliore di sempre, o comunque realmente accostabile al mitico Renato Dall’Ara.

Quando un giorno, speriamo lontano, il club passerà di mano, non sarà semplice tagliare determinati traguardi: un trofeo e uno stadio sono obiettivi che solo uno sceicco potrebbe eguagliare o superare. Quindi fatevene una ragione: si può solo peggiorare quando un giorno molto lontano Saputo passerà la mano.

Mario Sacchi

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Foto: Getty Images (via OneFootball)

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