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Italiano bravo ma permaloso. Tifosi pazienti e sempre presenti, qualche fischio non sia il pretesto per andarsene

Italiano bravo ma permaloso. Tifosi pazienti e sempre presenti, qualche fischio non sia il pretesto per andarsene

Ph. Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)

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Inutile dilungarsi sul futuro di Vincenzo Italiano che, dopo aver parlato per settimane da allenatore rossoblù («faremo valutazioni sulla rosa, programmeremo» ecc.), oggi ha aperto la delicata settimana del suo incontro col club rilasciando una sibillina intervista all’edizione bolognese di Repubblica. «Potrei non rimanere», ha dichiarato il mister. Farà ciò che meglio crede, l’importante – lato BFC – è non supplicare nessuno ed eventualmente farsi trovare pronti con un sostituto all’altezza.

Infastidisce però la reiterazione di una lamentela, da parte dello stesso Italiano, quella legata ai fischi del pubblico del Dall’Ara. Fischi arrivati sostanzialmente una sola volta, durante e dopo il match perso 2-0 in casa con la Roma, e solo da alcune porzioni dello stadio. Sul groppone dei tifosi c’erano già 8 pesanti e dolorosi k.o. interni, il suddetto fu il nono e in sostanza certificò l’addio ad ogni ambizione europea: tutto sommato siamo nel campo delle reazione comprensibili e civili.

Se nel mentre è volato anche qualche insulto, va assolutamente condannato e censurato, ma un paio di villani esagitati non rappresentano un’intera piazza, la stessa che aveva applaudito nel post Bologna-Cremonese 1-3, Bologna-Juventus 0-1, Bologna-Atalanta 0-2, Bologna-Fiorentina 1-2, Bologna-Milan 0-3, Bologna-Parma 0-1, Bologna-Verona 1-2 e Bologna-Lazio 0-2, senza contare la cocente eliminazione dalla Coppa Italia patita sempre per mano dei biancocelesti. Insomma, il quadro che emerge vede una tifoseria molto paziente e affettuosa e un allenatore sì bravo e vincente, nessuno lo nega, ma pure molto permaloso.

Giova inoltre ricordare come l’ambiente si sia indispettito in particolare dopo alcune frasi pronunciate dallo stesso mister il 19 aprile al termine di Juventus-Bologna 2-0, pochi giorni dopo l’uscita di scena in Europa League, quando parlò di stagione sostanzialmente finita. Non era così, c’era ancora tempo e modo di agguantare il settimo posto con annessa Conference, la stessa coppa che oggi viene definita «il vestito giusto per noi». Insomma, anche a livello di comunicazione c’è tanto da migliorare.

La nostra non è voglia di fare polemica, tutt’altro, è semplicemente il riepilogo di fatti realmente accaduti. Fatti, come quelli che raccontano di una stagione che in termini di risultati ma per larghi tratti anche di gioco non ha lasciato il segno come le due precedenti. Visto il denso calendario nazionale e internazionale, il Bologna 2025-2026 ha speso tanto, e sull’impegno e la serietà di squadra, allenatore e staff non c’è nulla da sindacare. Lo stesso però si può dire in merito all’attaccamento e al sostegno dei tifosi (in particolare della curva), che tra momenti buoni e meno buoni non hanno mai lasciato soli i rossoblù: ora la speranza è che qualche sparuto fischio non diventi il pretesto per giustificare una decisione forse già presa, perché sarebbe davvero triste.

Mario Sacchi

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Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)

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