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La classifica non rispecchia ancora i reali valori del campionato. Ma per il Bologna è il momento di iniziare a correre

La classifica non rispecchia ancora i reali valori del campionato. Ma per il Bologna è il momento di iniziare a correre

Ph. Marco Rosi/SS Lazio/Getty Images (via OneFootball)

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La classifica dopo la settima giornata di campionato vede in testa una squadra che in tanti a bocce ferme avevamo inserito nel novero delle indiziate addirittura a soffrire per salvarsi. La Lazio di Gattuso, per bocca dello stesso ex c.t. azzurro, avrebbe dovuto stringere forte i denti e fare di necessità virtù: tifoseria in sciopero all’Olimpico per protesta contro il presidente Lotito, poco margine di manovra sul mercato e altre problematiche di vario genere che avrebbero potuto (e in teoria potrebbero ancora) incidere sul cammino dei biancocelesti.

E invece non sta andando così, anzi: capitan Zaccagni e compagni si trovano addirittura in vetta insieme alla corazzata Inter. Ora, non ce ne vogliano i sostenitori laziali, ma essere primi a metà ottobre non conta niente. Ricordiamo ad esempio il Bologna di Italiano, che l’anno scorso addirittura alla quattordicesima si ritrovò capolista per una notte, in seguito alla vittoria di Udine.

Poi il tracollo, fatto soprattutto di continue cadute al Dall’Ara, a cominciare dalla sconfitta interna con la Cremonese che diede il via ad un ruolino di marcia da mani nei capelli. Quella Cremonese che a metà stagione era lontanissima dalla zona retrocessione, ma che poi scese in B inanellando una serie di k.o. da far rabbrividire.

Questo per dire che adesso la classifica va sì guardata, ma è probabile che ciò che è vero oggi non lo sarà domani. Parlando di cose nostre, gli uomini di Palladino (nel quale personalmente nutro grandissima fiducia, considerandolo il tecnico perfetto per il presente e il futuro) hanno il dovere di rilanciarsi a cominciare dalla pur insidiosa trasferta di Cagliari. Come fu per Lecce, quando i tre punti erano visti come determinanti, all’Unipol Domus ci si attende il bis.

Ho la mia idea, malgrado sia sicuro che al momento la positività venga presa come pazzia: il Bologna deve lottare per entrare tra le prime otto, e per farlo occorre al più presto iniziare a correre e trovare continuità di risultati. L’organico non lo consente? Se un club negli ultimi tre anni ha ottenuto una qualificazione in Champions, ha vinto una Coppa Italia e ha poi raggiunto i quarti di Europa League, centrando nel frattempo un ottavo posto, non può ritrovarsi improvvisamente a lottare nei bassifondi. In tal caso significherebbe aver sbagliato tutto lo sbagliabile.

Mario Sacchi

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Foto: Marco Rosi/SS Lazio/Getty Images (via OneFootball)

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