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Sei mesi fa qualcuno invidiava il mercato delle varie Cagliari, Fiorentina e Torino, oggi la classifica dà ragione al Bologna

Sei mesi fa qualcuno invidiava il mercato delle varie Cagliari, Fiorentina e Torino, oggi la classifica dà ragione al Bologna

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A inizio ottobre 2020, quando l’attuale campionato era appena iniziato e si stava concludendo il mercato, il malumore di parte della piazza era palpabile. Fioccavano i paragoni tra la poca operatività del Bologna e gli immaginifici colpi che nel frattempo stavano mettendo a segno le squadre di pari livello, inguaiando di fatto i rossoblù e mettendo a repentaglio una permanenza in Serie A che fino all’anno prima non era più sembrata in discussione.
Oggi il Benevento di Caprari, Glik, Iago Falque e Lapadula, il Cagliari di Godin, Marin, Ounas e Sottil, il Crotone di Cigarini, Djidji, Marrone e Pedro Pereira, la Fiorentina di Amrabat, Bonaventura, Borja Valero e Callejon, il Genoa di Badelj, Pjaca, Zajc e Zappacosta, lo Spezia di Chabot, Farias, Pobega e Verde, il Torino di Bonazzoli, Linetty, Murru e Ricardo Rodriguez, e l’Udinese di Bonifazi, Deulofeu, Pereyra e Pussetto, in classifica sono dietro al BFC, nonostante le piccole o grandi correzioni effettuate a gennaio per rimediare – con alterne fortune – ai granchi presi in estate e sfuggire alla retrocessione.
Inoltre, sette delle nove squadre che ora seguono i felsinei (perché alla lista va aggiunto il Parma, che però aveva comprato prevalentemente giocatori sconosciuti, senza generare alcuna invidia) hanno persino cambiato allenatore in corso d’opera. A salvarsi sono stati fin qui soltanto gli ex Luca Gotti e Filippo Inzaghi, sebbene entrambi abbiano trascorso alcune settimane sulla graticola a causa di una carestia di risultati.
I rossoblù, con il loro ‘misero’ mercato fatto da De Silvestri, Hickey, Vignato e il Primavera Vergani, a sette giornate dalla fine sono invece all’undicesimo posto, stanno attraversando forse il miglior momento della loro stagione e in estate dovranno respingere più di un assalto ai loro talenti: da Svanberg a Tomiyasu, passando per Schouten, sono diversi i giovani che nell’ultimo anno si sono messi in mostra.
Una grande incidenza sul girone di ritorno del BFC l’ha certamente avuta Adama Soumaoro, acquistato a gennaio per rinforzare una difesa che aveva rischiato di battere il poco onorevole record europeo di partite consecutive giocate subendo almeno un gol. Qualche difetto strutturale, quindi, quel Bologna di ottobre lo aveva davvero, e ancora oggi è aperto il dibattito sull’esigenza che questa squadra potrebbe avere di una prima punta di ruolo, ma evidentemente lo scheletro era già di tutto rispetto. E i timori relativi ad un campionato da disputare sempre con l’acqua alla gola, ripensati oggi, fanno decisamente sorridere.

Fabio Cassanelli

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